Sicurezza
Doppia condanna a un poliziotto
Sesso con prostitute: prima la concussione, ora 50mila euro dalla Corte dei Conti
CARRARA. Il sesso con due prostitute imposto con la forza della divisa gli era costato una condanna a 2 anni per concussione. Ora arriva anche la sentenza della Corte dei conti che stabilisce un risarcimento a favore del ministero dell'Interno per danno di immagine. L'ex ispettore di polizia Andrea Ercole Ratti, 51 anni, di Carrara, ma all'epoca dei fatti in servizio al commissariato di Viareggio, è stato condannato dai giudici contabili a pagare 50mila euro con gli interessi, a decorrere dal 3 giugno 2003, giorno in cui si consumò il duplice rapporto sessuale in un appartamento del centro viareggino.
Si legge nella sentenza: “L'ispettore, approfittando dello stato di soggezione delle due prostitute, una delle quali clandestina e l'altra munita di permesso di soggiorno ma ritirato momentaneamente dal poliziotto, il quale l'aveva restituito solo al momento di uscire, aveva indotto le donne a prestazioni sessuali nei suoi confronti”. Davanti al gup del Tribunale di Lucca Ratti, che fu arrestato per quell'episodio, era stato condannato nel 2006 a due anni con il rito abbreviato. Una pena confermata in appello e in Cassazione. Stando all'accusa l'ispettore da solo e fuori dall'orario di servizio avrebbe frequentato un'abitazione nel centro di Viareggio dove viveva una prostituta brasiliana. All'interno, invece di trovare la proprietaria, il poliziotto il 3 giugno 2003 sorprese una giovanissima sudamericana, nipote della lucciola e in vacanza in Italia, e una donna ucraina. Chiese i documenti ad entrambe e a quel punto, stando alla tesi accolta anche dalla Cassazione, fece sesso con entrambe in due momenti distinti. Poi si sarebbe rivolto alle due prostitute dicendo che sarebbe tornato nei giorni successivi per controllare il permesso di soggiorno. Una di loro, spaventata, telefonò al commissariato:il giorno stabilito, Ratti tornò ma invece delle due ragazze trovò i colleghi.
La Corte dei conti ha fissato l'entità del risarcimento considerando "la qualifica posseduta al momento del commesso illecito (Ratti era ispettore e incaricato proprio delle indagini sul territorio in materia di prostituzione) e il notevole disvalore sociale connesso alla gravità del delitto di concussione”. Ma i giudici hanno tenuto conto, oltre della diffusione sui giornali della notizia, anche del comportamento "del Ratti, con conseguente convincimento, da parte di una numerosa platea di cittadini, anche extracomunitari, di dover sottostare a innominabili richieste per esercitare l'attività del meretricio, "Poliziotto non paga" come detto dalla prostituta ucraina".
Pietro Barghigiani
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