Il Tirreno

3mila posti di lavoro persi i sindacati: allarme sociale

3mila posti di lavoro persi i sindacati: allarme sociale

Cgil, Cisl e Uil attaccano il governo Monti: «Non ci ha mai incontrato» e chiedono a istituzioni e politica di “muoversi”. Si temono altri tagli nella sanità

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MASSA. Un milione e 300mila ore di cassa integrazione, il tasso di disoccupazione al 10,1%, i fatturati dei comparti produttivi che scendono anche del 12%, con le eccezioni di Nuovo Pignone ed escavazione del marmo. Quasi 3mila persone che hanno perso il lavoro. Sono i dati, drammatici, degli effetti della crisi in provincia, effetti di una congiuntiura negativa che investe l’intero paese kma che qui si fa sentire più che altrove.È da qui che partono, insieme, i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil per rilanciare la “piattaforma territoriale”, che già avevano presentato nel dicembre scorso. Una piattaforma per coinvolgere istituzioni ed enti locali in un azione comune per sostenere l'economia, dare chances all'occupazione, ma su cui - a sentire i sindacati - ben poco si è costruito.

«Le nostre preoccupazioni sono fortissime - dicono in coro Patrizia Bernieri (Cgil), Andrea Figaia (Cisl), Paolo Bor

hini (Uil) - perchè registriamo una attenzione insufficiante ai problemi del lavoro in provincia". Che, viceversa, sono pesantissimi. Perchè non solo le aziende private vanno male, ma anche nel settore pubblico ci sono molte e complesse criticità.

Soprattutto nella sanità. "In seguito ai tagli nell'Asl, le cooperative dei servizi, che sono l'anello più debole, hanno subito tagli pesanti. E non è ancora finita: si parla di riduzioni di spesa di altri 12 milioni per il 2012 per ripianare il deficit che si tradurrà in ulteriori ristrutturazioni dei servizi. Se si pensa che ci sono 1.500 lavoratori che ruotano attorno a questo, si capisce la drammaticità della situazione".E poi le vertenze di Eaton e Nca che non si sbloccano - "con il governo Monti l'accordo di programma sembra sparito, non abbiamo mai avuto colloqui con i tecnici" - il distretto del marmo che dovrebbe definire una nuova politica delle concessioni e dell'occupazione nel settore che non va.

Per tutto questo,Cgil, Cisl e Uil lanciano un "muovetevi" a sindaci, politici, amministratori. "Perchè - dicono - bisogna riaprire subito un confronto".

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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