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Salma di Olga riesumata ma non è partita per l’ Ucraina

CARRARA. In un cimitero deserto (i cancelli sono rimasti chiusi dalle 8 fino alle 10) ieri mattina è stata riesumata dalle Fosse comuni di Turigliano la salma di Olga Kogut, la 31enne ucraina...

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CARRARA. In un cimitero deserto (i cancelli sono rimasti chiusi dalle 8 fino alle 10) ieri mattina è stata riesumata dalle Fosse comuni di Turigliano la salma di Olga Kogut, la 31enne ucraina incinta di sette mesi, morta di stenti in una tenda a Nazzano. La salma , una volta che tutta la documentazione sarà completata, dovrebbe partire per l’ultimo viaggio in Ucraina. Ma la Procura pare abbia intenzione di non lasciare partire la bara prima del termine delle indagini.

L’Italia dei valori, in una nota firmata dal coordinatore provinciale Galeano Fruzzetti, chiede alle autorità amministrative un gesto di civiltà.   «Chiediamo un passo concreto ai sindaci di Massa e Carrara, ma anche allo stesso presidente della Provincia Osvaldo Angeli: un gesto di grande civiltà in omaggio e in ricordo di Olga e della creatura che portava in grembo. Crediamo che non dimenticare sia il primo passo per impedirlo di nuovo». Le donne comuniste  di Rifondazione dei Circoli Comunisti Alfo Maggiani e Che Guevara fanno un appello alle istituzioni. «Sappiamo che esistono strutture in città come i mini-appartamenti, di via dell’Arancio a Carrara che sono state costituite per poter ospitare per breve tempo queste donne, ma non sappiamo se funzionano e se vengono destinate a tale scopo. Chiediamo ai servizi sociali di adoperarsi affinché tali strutture possano funzionare. A nostro avviso l'Istituzione comunale per la tutela degli anziani del comune di Carrara, potrebbe diventare un luogo dove poter accogliere donne con disagio, dove trovare un ambiente sereno, con personale qualificato, in grado di dare una risposta temporanea alle donne come Olga».

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