La manifestazione
«Perla di 5mila anni al Piagnaro»
Euforia del direttore Ghiretti dopo il ritrovamento a Monti della statua-stele
LICCIANA NARDI. In merito alla statua-stele in un campo della periferia di Monti, intervengono Angelo Ghiretti ed Emanuela Paribeni, rispettivamente direttore del museo del Piagnaro e ispettrice della Soprintendenza per i beni archeologici della Toscana.«La zona di Monti - si legge in una nota - sta per diventare, al pari di Sorano, Filetto, Groppoli, Pontevecchio, uno dei territori ad alta densità di ritrovamenti di stele, alle quali viene assegnato il nome Venelia. Dopo i ritrovamenti delle teste Venelia I e III e del corpo armato acefalo della Venelia II, nei giorni scorsi, mentre il contadino Angelo Giumelli stava arando profondamente il campo dietro casa, ecco affiorare al fondo una grossa pietra. Giumelli ha riconosciuto subito la testa e ha chiamato il nipote, il vigile Blandini, “recidivo” in fatto di stele in quanto rinvenitore, nel 1995, della testa Venelia III, recuperata allora in collaborazione col prof. Germano Cavalli alla presenza della dottoressa Paola Perazzi della Soprintendenza archeologica di Firenze. Con alto senso civico, il vigile ha allertato il museo del Piagnaro, poi intervenuto tramite il direttore Angelo Ghiretti assieme a Germano Cavalli che, in fatto di recuperi di stele, non è secondo a nessuno. Accertata l’autenticità del pezzo sono stati avvisati il vice sindaco Alessandra Ricci e il sindaco di Pontremoli Lucia Baracchini, oltrechè la Soprintendenza. Il reperto è stato poi trasferita al Piagnaro e presto sarà visionato dall’ispettrice della Soprintendenza, Emanuela Paribeni. Intatta la sagoma lunata della testa, che la assegna al gruppo B della classificazione di Augusto Ambrosi e che richiama il pomo del pugnale dell’età del rame. Queste caratteristiche assegnano cronologicamente la nuova testa denominata Venelia IV agli anni tra 2900/2800 e 2400 Avanti Cristo. La testa andrà a raggiungere le altre stele di Monti nel museo del Piagnaro dove è in preparazione un nuovo allestimento: questo potrà riunificare quello che probabilmente era un gruppo di statue stele rotte, riusate o disperse nei campi per vicende millenarie e imperscrutabili, alcune forse collegate all‘affermazione del cristianesimo a cui si deve la nascita in quei luoghi dell’antica Pieve di Venelia.
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