Il Tirreno

Per i servizi ai disabili i soldi del marmo

Per i servizi ai disabili i soldi del marmo

Consegnate duemila firme in Comune contro i tagli al sostegno ai bambini; Zubbani: nuove risorse dal tavolo del lapideo

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CARRARA. Oltre 2 mila firme sono state consegnate ieri pomeriggio all’Amministrazione al fine di ripristinare il sostegno ai bambini disabili del Comune. Da parte sua il sindaco Angelo Zubbani ha promesso che parte dei soldi che verranno ricavati dal tavolo del marmo verranno destinati al ripristino di questi servizi. Nell’icontro fiume a Palazzo civico un gruppo di genitori di bambini disabili hanno relazionato davanti al sindaco e all’assessore Massimiliano Bernardi i disagi provocati dal taglio delle ore di assistenza da parte degli operatori di Apuafarma. Storie di bambini che avevano raggiunto risultati e che, in pochi mesi sarebbero regrediti, atti di autolesionismo da parte dei piccoli e grandi preoccupazioni per le famiglie: sono queste le cose denunciate da genitori realmente provati e da firmatari della petizione che, pur non avendo problemi del tipo in famiglia sono stati toccati da questi drammi. Presente anche Patrizia Bernieri ed Isa Zanzanaini, della Cgil ma in rappresentanza di tutte le sigle sindacali. Ciò che avrebbe dato particolarmente fastidio ai genitori sarebbe stata la negazione, da parte dell’assessorato, di un taglio al sostegno scolastico, che invece, di fatto ci sarebbe stato. Altra nota dolente in alcuni casi, la sostituzione dell’operatore con un assegno mensile, che non allevierebbe per nulla il disagio causato dall’assenza di un operatore specializzato: «Sono difficilissimi da trovare - sostiene una mamma -e poi 200 euro non sono certo una cifra adeguata per poterli retribuire». Da parte sua il primo cittadino, ricordando i pesanti tagli governativi, ha promesso, oltre ad un ulteriore incontro tra 15 giorni, anche che i proventi che saranno ricavati dall’adeguamento delle tariffe del lapideo, grazie al tavolo del marmo o ricorrendo per vie legali, verranno in parte destinati a coprire quei 200mila euro necessari per ripristinare il servizio di assistenza. «Siamo coscienti dei problemi derivanti dai tagli governativi - afferma la Bernieri - ed anche del fatto che certamente il sindaco non avrebbe desiderato questa situazione, nonostante ciò pensiamo anche che questa categoria sarebbe dovuta essere l’ultima a subire ripercussioni. Un’altra cosa che non ho apprezzato sono state le dichiarazioni della dirigenza secondo cui la diminuzione delle ore dipenderebbe dall’aumento dei salari degli operatori: in questo modo si crea solo contrapposizione fra categorie destinatarie di diritti fondamentali».(b.mo.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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