Il consiglio bacchetta l’Asl: gli oncologici si curano qui
Maggioranza e opposizione sono con il comitato: il day hospital rimanga aperto E la commissione sanità scrive una lettera alla direttrice dell’azienda sanitaria
MASSA. Questa volta - almeno così pare - i campanilismi non c’entrano nulla. Massa il day hospital oncologico lo vuole, ma - assicura la commissione consiliare sanità - perchè è una necessità e non a “difesa del fortino”. E la conferma che quel servizio è indispensabile per la collettività arriva direttamente da Luigi Turri che la commissione sanità la presiede.
Insieme ai colleghi, infatti, è salito in macchina alla volta di Carrara, per un sopralluogo al day hospital d’oltre Foce. È quella, infatti, la struttura chiamata ad accogliere, per le terapie, anche i nostri concittadini. Bene, la commissione sanità, data un’occhiata e non sommaria, ma di dettaglio, conferma in pieno la sua posizione: il day hospital deve rimanere aperto anche a Massa. È lo stesso Turri a chiarire il perchè: «Gli spazi attualmente disponibili a Carrara non sono sufficienti per rispondere alle esigenze di pazienti massesi e carraresi. Certo i locali per l’ampliamento ci sono, li abbiamo vistati, ma devono essere ristrutturati». Tradotto: perchè siano fruibili servono interventi, quindi finanziamenti, appalti, assegnazione lavori. Un iter burocratico che richiederà - sottolinea Turri - almeno un paio d’anni. Nella speranza che nel 2014 questa Provincia possa contare su un ospedale unico.
La conclusione è scontata: «Fin quando i lavori non saranno ultimati, i day hospital oncologici devono essere due, a garanzia delle necessità dei pazienti». Il concetto la commissione sanità lo metterà nero su bianco, in una lettera che finirà a giorni sulla scrivania di Maria Teresa De Lauretis, direttore generale dell’Asl. Posizione netta e condivisa dalla maggioranza della commissione e dello stesso consiglio comunale. Del resto, se davvero i lavori di ampliamento richiedessero un biennio, i pazienti oncologici massesi si troverebbero, e per ben due anni, di fronte ad un problema non da poco: raggiungere Carrara. Perchè, considerato che un paziente così delicato come l’oncologico, non può certo guidare (tanto meno dopo la terapia), qualcuno deve accompagnarlo. «E i trasporti a carico dell’Asl - Turri continua la riflessione - sono stati praticamente sospesi o, in ogni caso, ad autorizzarli deve essere il primario del reparto». Così la maggior parte dei malati deve chiedere - e farlo non è sempre un piacere - affidandosi ad una rete di relazioni, sempre che ce l’abbia.
La commissione, quindi, chiede che, in attesa dei lavori di ampliamento a Carrara, Massa - posizione più volte espressa anche dal comitato costituitosi ad hoc- abbia il suo day hospital. E «se i lavori venissero realizzati a breve, bene, allora sia attivato un efficiente servizio di trasporto». A tutela, non del campanile, ma del malato. (c.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google