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Traffico internazionale di coca Nei guai finiscono due apuani

Traffico internazionale di coca Nei guai finiscono due apuani

CARRARA. L’indagine sul traffico internazionale di droga partita da Milano tocca anche la provincia apuna. Due gli indagati, uno a Massa e l’altro a Carrara. ieri mattina i carabinieri, in...

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CARRARA. L’indagine sul traffico internazionale di droga partita da Milano tocca anche la provincia apuna. Due gli indagati, uno a Massa e l’altro a Carrara. ieri mattina i carabinieri, in collaborazione con le unità cinofile della guardia di finanza, hanno effettuato delle perquisizioni delle persone sospettate ai giudici di Milano di appartenere all’organizzazione di trafficanti di cocaina. A Massa sono entrati in casa di una famiglia milanese insospettabile, da poco trasferita in città. L’indagato è il padre. La moglie e le due figlie piccole, una di appena sette anni, sono state svegliate dalle forze dell’ordine. Durante la perquisizione non è stato trovato stupefacente, ma sono state trovate le prove richieste dalla procura di Milano spulciando tra i conti correnti e i titoli azionari del soggetto iscritto nel registro degli indagati. Più o meno lo stesso è successo a Carrara: niente droga, ma i conti correnti dell’uomo hanno detto qualcosa.

Le indagini dei carabinieri lombardi sono iniziate nel 2007, e culminate in due rogatorie in Spagna e Serbia le indagini sul traffico internazionale di hashish e cocaina sfociate nell'operazione denominata White. Al comando provinciale dell’Arma di Milano è stato svelato lo scenario in cui si è sviluppata l'inchiesta, nel corso della quale sono state arrestate 36 persone per spaccio di droga e ne sono state denunciate altre 150, sono stati sequestrati settantacinque chili di cocaina e circa quattrocentomila euro in contanti.

Ma il giro di sostanza stupefacente e di soldi enormemente più ampio: basti pensare che in una intercettazione, relativa a un'unica transazione di droga, vengono trattati circa 200 chili di cocaina, dalla Mauritania in Spagna, che poi avrebbero dovuto raggiungere le Canarie e quindi l'Italia.

Secondo quanto riferito dagli investigatori del nucleo investigativo, gli arrestati, per la maggior parte italiani, residenti a Milano e di origine pugliese, erano in grado di reperire grandi quantità di denaro, milioni di euro, ed avevano aperto un florido canale di importazione grazie all'intermediazione dei montenegrini, tra cui spicca il nome di Jakov Kontic, che gravitava su Milano proprio come intermediario verso i traffici di Belgrado.

Nell'operazione contro il narcotraffico effettuata dai carabinieri di Milano è rimasto marginalmente coinvolto anche un comico, noto per le sue apparizioni in trasmissioni televisive. Si tratta di Andrea Baccan, in arte 'Pucci', anche la sua abitazione è stata perquisita l'abitazione. L'artista, secondo quanto si è appreso, aveva infatti contatti con uno degli esponenti di spicco del gruppo di italiani al centro delle indagini dell'antidroga. Ma l’attore ha già detto di essre estraneo alla faccenda.

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