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Suv, Giubilaro sfida il pirata: «Si consegni»

MASSA. «Chi ha investito e ucciso l’avvocato Diego Prandina deve sapere che ormai conosciamo tutto di lui: sappiamo dove abita, sappiamo che la sua macchina è ferma da mesi e sappiamo anche che prima...

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MASSA. «Chi ha investito e ucciso l’avvocato Diego Prandina deve sapere che ormai conosciamo tutto di lui: sappiamo dove abita, sappiamo che la sua macchina è ferma da mesi e sappiamo anche che prima dell’incidente passava contromano da via dei Mori. È soltanto questione di tempo, pochissimo tempo, e lo prenderemo. Gli conviene consegnarsi spontaneamente, anche perché la sua posizione è già grave così. Se non collabora rischia di comprometterla ancora di più». A parlare è il procuratore capo Aldo Giubilaro, commentanto l’ennesimo passo avanti nell’inchiesta dul Suv pirata che sta conducendo il nucleo investigativo agli ordini del pm Vito Bertoni.

«Mi pare evidente - continua Giubilaro - che abbiamo un’idea precisa sull’identità dell’uomo che ha ucciso l’avvocato Prandina. In questi giorni abbiamo lanciato dei segnali sperando che il colpevole capisse che il suo tempo era finito, ma non abbiamo ancora ottenuto i risultati che speravamo».

I periti hanno rilevato, nelle tracce lasciate sull’asfalto dal Suv che è fuggito dopo aver travolto e ucciso il legale spezzino, dei pollini di una pianta equatoriale che non è presente né nella provincia apuana né in nessun altro luogo in Italia. Sono presenti, invece, in un paese all’estero dove la persona sospettata si reca spesso per motivi di lavoro. Un elemento in più che stringe ulteriormente il cerchio e che prelude a un imminente intervento dei militari. È un tassello questo che lascia pochi dubbi sulla validità del castello accusatorio costruito mattone su mattone su un uomo che non abita distante dalla casa che l’avvocato divideva con la sua compagna Sonia Bertolucci. E che nel passato era anche amico della donna.

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