Attenzione
Pucci apre al Pd, ma i democratici rispondono picche
E Ugolotti dice sì alle primarie aperte di coalizione Per il segretario il futuro è nell’accordo del centrosinistra
MASSA. A Carrara siamo al conto alla rovescia: a maggio si vota. A Massa un anno intero ci separa dalle urne, eppure la politica affila la spada: comincia la campagna elettorale. Primissime mosse, si intenda, perchè le decisioni vere saranno i nomi, primi fra tutti quelli candidati alla primarie aperte del centro-sinistra che il Pd dice di volere e sostenere. Parola di Cesare Ugolotti, suo segretario comunale.
Certo è che la partita Carrara, con le sue dinamiche di accordi e vicinanze, non si gioca soltanto oltre Foce: gli effetti si sentono anche in terreno massese. E fin da ora. Così se Pucci - seppur con qualche “se” e qualche “ma” - apre al Pd, i democratici declinano l’invito. E lo fanno - assicura Cesare Ugolotti - su basi esclusivamente politiche: c’è un tavolo del centro sinistra - chiarisce - un percorso e un testo condiviso per definire una proposta politica omogenea. E a quel tavolo - questo si deduce dalle premesse - Pucci non c’è. Percorso prettamente politico, dunque, scevro da personalismi. Anche se Cesare Ugolotti qualche sassolino dalla scarpa se lo toglie. Lo fa innanzitutto definendo «un pacco a sorpresa» l’apertura del sindaco: «E a noi pacchi non interessano. Soltanto qualche giorno fa- traduce il concetto - le parole di Minuto, presidente della 28 Aprile ,contro ogni apertura al Pd, ora il sindaco si comporti diversamente, si mettano d’accordo». E i sassolini nella scarpa a quanto pare sono più d’uno: «Siamo stati derisi, offesi - rincara - per anni. L’apertura di Pucci adesso pare strana e sospetta». Sospetta - e il segretario Ugolotti lascia poco all’intuizione - perchè arriva dopo un tavolo a cui siedono le forze del centro-sinistra. Un accordo - già testato su Carrara - «nel segno del ragionamento politico, una nuova coalizione che guardi a Toscana Democratica e alla maggioranza regionale. E che propone di superare - e cita una frase del documento steso a quel tavolo - le ultime formule politiche». E tra queste il Pd colloca Pucci ter e la sua coalizione «priva di collante politico», ma - assicura Ugolotti - colloca anche le precedenti amministrazioni e quella guidata da Fabrizio Neri, con Rifondazione seduta nei banchi dell’opposizione. «Ora Rifondazione - puntualizza Ugolotti - si è seduta al tavolo e ha firmato il documento». Non lo ha fatto, invece, Sel. Del resto il partito di Vendola, guardando all’orizzonte non nega di vedere un Pucci quater. Ora rimane un nodo: il Pd non apre a Pucci, porta avanti un percorso politico con le altre forze di centro sinistra, con quelle forze non esclude un’apertura all’Api e all’Udc. Bene, e in vista delle primarie, quale nome si gioca? Non solo, se qualche partito che al tavolo si è seduto giocasse, invece , la carta Pucci? Ugolotti è chiaro:«Sì alle primarie di colazione e sì ad un candidato unitario di tutto il Pd. Certo Pucci che, negli ultimi 20 anni, ha governato per 15, non risponde all’idea del centrosinistra di superare formule politiche sperimentate. Serve coraggio di cambiare - anche nella scelta del candidato - per togliere questa cappa dalla città». Insomma - traiamo le conclusioni - Pucci allarga, il Pd non raccoglie, forte - a quanto pare - di un accordo nel centro sinistra. Rimane da capire se la partita di Massa si giocherà con le stesse regole di Carrara.
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