Sicurezza
La salma sarà riesumata poi partirà per l’Ucraina
CARRARA. «Chiarezza sulla vicenda che ha portato alla morte di Olga». Questo l’obiettivo dell’esposto che l’avvocato Alessandro Maneschi, che tutela il marito di Olga Kogut, la 31enne ucraina morta...
CARRARA. «Chiarezza sulla vicenda che ha portato alla morte di Olga».
Questo l’obiettivo dell’esposto che l’avvocato Alessandro Maneschi, che tutela il marito di Olga Kogut, la 31enne ucraina morta di stenti in una tenda a Nazzano, ha depositato ieri mattina in Procura. Senza alcun clamore, senza la presenza del suo assistito.
«Lo ripeto - spiega il legale di Aleksandr Savchuc - non vogliamo sollevare nessun polverone. Il nostro obiettivo è quello di capire cosa è successo in tutta questa vicenda. Vogliamo delle risposte ed è solo queste che attendiamo. Non è nostra intenzione puntare il dito contro nessuno, ma fare chiarezza, questo sì»,
Intanto questa mattina (a cominciare dalle otto) si svolgeranno le operazioni per riesumare la salma della donna ucraina dalle fosse comuni dove era stata sepolta a spese del Comune. Il feretro raggiungerà poi Kiev, dopo aver fatto uno scalo tecnico a Roma.
Il marito di Olga, da cui la donna viveva separata (ed era in attesa di un figlio dal compagno marocchino) non accompagnerà la donna nel suo ultimo viaggio. «Aleksandr è tornato al lavoro e vuole stare quanto più vicino al figlio» spiega l’avvocato Maneschi, facendo riferimento al bambino di dieci anni della coppia dato in affido familiare.
Intanto è stata definitivamente esclusa l’ipotesi, circolata nelle ultime ore, della possibilità di effettuare l’esame autoptico sul corpo di Olga. Esame che, peraltro, non era stato richiesto neppure dal legale del marito. La 31enne ucraina torna a casa, nel suo paese di origine, per essere sepolta dalla famiglia. Nel nostro territorio lascia una vicenda ancora da chiarire.
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