Il Tirreno

Emergenza per 423 nuovi poveri

Dati allarmanti dalla dirigente dei Servizi sociali: fra le categorie a rischio anche i padri separati

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CARRARA. Nuove povertà, è questo il dato che maggiormente emerge dalla relazione di fine mandato dei servizi sociali discussa ieri in Commissione Sociale dalla dirigente Daniela Tommasini: la disoccupazione crescente infatti ha creato un numero sempre più alto di famiglie che non riescono davvero ad arrivare alla fine del mese. Proprio per individuare e monitorare queste nuove criticità quattro anni fa a Carrara si sarebbe istituito il segretariato sociale dove, nel solo 2011 delle persone che vi si sono rivolte, ben 432 sono state riconosciute in stato di bisogno e quindi formalmente "prese in carico" dai servizi sociali. I cosiddetti senza-tetto sarebbero aumentati esponenzialmente negli ultimi anni e se, fino a poco tempo fa, in un Comune relativamente piccolo come quello di Carrara questi potevano contarsi sulle dita di una mano, nell'ultimo anno i servizi sociali hanno potuto intercettarne 25. A rendere ancora più critica la situazione sarebbe poi l'abbassamento dell'età dei clochard e la nuova presenza di donne. Al disagio di non disporre di un alloggio si sommano altri disagi, uno su tutti l'eccessivo consumo di alcool anche da parte delle donne; altra categoria a rischio inoltre è quella dei padri separati. «L'emergenza c'è - sottolinea la Tommasini -ma il problema è più complesso e non bastano più gli aiuti economici, ma servono strutture e una serie di nuove metodologie per affrontare la situazione». Per quanto riguarda i giovani e i giovanissimi inoltre, oltre alle problematiche familiari se ne riscontrano molte anche a livello scolastico, dove i ragazzi giungerebbero troppo spesso in ritardo o più volte non si recherebbero neppure: molte segnalazioni infatti arrivano dagli istituti scolastici. Il numero dei ragazzi ospitati in struttura però è diminuito sensibilmente: dai 39 del 2009, ai 27 del 2010 fino ai 7 del 2011. «Si tratta di un provvedimento che abbiamo preso su input della Commissione Sociale che ha notato un numero troppo alto di minori affidati a strutture rispetto anche ai Comuni limitrofi - afferma Tommasini - abbiamo quindi preso contatti con il Tribunale dei Minori di Genova e in accordo con quest'ultimo abbiamo deciso di interrompere gli affidi di 10 ragazzi ormai maggiorenni o quasi, 3 li abbiamo dati in adozione e di altri 7 abbiamo appurato che non c'era più necessità di tenerli separati dai genitori e sono rientrati in famiglia». I minori seguiti in collaborazione con l'Autorità giudiziaria invece erano 120 nel 2009, 150 nel 2010 e 142 nel 2011. Ma proprio di fronte a nuove situazioni ad alle nuove povertà, dai Servizi sociali si è tentato di approfondire elaborando una serie di proposte: prevedere un reddito minimo vitale come succede in molti Paesi dell'Ue; elaborare come si starebbe in parte già facendo con Erp, un progetto di sostegno alle morosità degli inquilini in difficoltà; intercettare alcuni proprietari che stipulino contratti d'affitto con tutela del Comune, infine, avviare prestiti d'onore. Aprire, infine, una collaborazione più stretta con le parrocchie e le forze dell’ordine».(b.m.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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