Il Tirreno

Area spa in vendita per 40 milioni

di Alessandra Vivoli
Area spa in vendita per 40 milioni

Al via l’alienazione, con un valore aggiunto: la zona con una variante urbanistica non è più deposito ma diventa industriale

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CARRARA. Area spa sarà messa in vendita, entro fine mese, per 40 milioni e 700mila euro.

L’alienazione, rinviata da otto anni a questa parte, di uno dei gioielli di famiglia più preziosi del patrimonio comunale, “il migliore investimento dal dopoguerra ad oggi” lo ha definito il presidente della commissione Bilancio Roberto Conserva, adesso è davvero inevitabile.

La delibera per l’alienazione verrà proposta in consiglio comunale entro il 21 marzo: poi spetterà al sindaco convocare l’assemblea straordinaria, modificare lo statuto (che ora prevede una maggioranza pubblica per Area Spa) e quindi indire, come Comune capofila le procedure d’asta.

Si parte da una perizia, redatta dallo studio Coronella di Massa, che si aggira sui 40 milioni e 700mila euro per l’intero lotto: un bel passo avanti se si pensa che l’ultima stima, sempre firmata da Coronella si fermava a 26 milioni: ma a questa stima è stato aggiunto il valore delle nuove strutture di cui è stato dotato il retroporto, dalla cabina elettrica al piano di video sorveglianza. Ma soprattutto ad aumentare la stima di Area spa sarà la variante urbanistica che viene indicata co me industriale, e non più solo come adibita a deposito.

Tradotto in soldoni, alla luce delle nuove valutazioni, nelle casse del Comune di Carrara, facendo un calcolo relativo alle quote possedute, dovrebbero arrivare 14 milioni 652mila euro. Si tratta, naturalmente, di un calcolo approssimativo perché la cifra espressa nella perizia sarà indicativa solo come base d’asta.

Il punto della situazione è stato fatto nella commissione bilancio convocata ieri mattina, alla presenza dell’assessore di riferimento, Giuseppina Andreazzoli. Al centro dell’incontro la convenzione redatta fra il comune di Carrara (che detiene il 36% del pacchetto azionario), quello di Massa (4%) e la Provincia 10,75%), per la disciplina della gara finalizzata alla vendita del 51% delle quote ordinarie possedute. Ricordiamo che il restante 49% è nelle mani della Porto spa.

«E’ una convenzione molto importante dal punto di vista politico - hanno sottolineato sia Fabio Felici che Carlo Martini del Pd che Massimo Menconi di Rifondazione - Rispetto al passato, infatti, c’è un accordo preciso, messo nero su bianco, per il quale il 51% del pacchetto azionario si vende in blocco. La golden share è per tutti, non solo per qualche socio che, passando le proprie quote alla Porto avrebbe potuto andare in maggioranza».

Dal presidente della commissione Bilancio Roberto Conserva è stato sottolineata l’importanza della vendita di Area spa: «Da otto anni è iscritta nel piano delle alienazioni.Per una serie di circostanze, non ultima una serie di perizie giudicate inadeguate, la vendita è sempre stata deferita - ha detto - Oggi siamo costretti ad alienare Area spa, è l’unica voce per il pagamento delle opere pubbliche che rientra nelle entrate svincolate dai mutui. Non solo, questa operazione porterà, nuova linfa anche al bilancio comunale, per garantire le piccole manutenzioni».

«La vendita di Area - ha concluso l’assessore Andreazzoli - è fondamentale anche per il patto si stabilità: ci permetterà, infatti, di poter continuare ad effettuare interventi sul territorio».

E sulle cifre la Andreazzoli non si sbilancia: «Abbiamo lavorato sulla vecchia perizia, integrandola».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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