Il Tirreno

Marmo, il braccio di ferro è per due euro

Sulle tariffe dei materiali pregiati il Comune non scende sotto i 30 euro, Assindustria vuole pagarne 28

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CARRARA

Tariffe del marmo: la trattativa si gioca su due euro. Sono quelli che ancora allontanano la proposta degli industriali dalla richiesta del Comune per quel che riguarda i marmi pregiati, ossia i top: calacata e statuario. Due euro che, alla luce della trattativa in corso, diventerebbero 400mila in meno, nell’ambito di una partita, quella che riguarda la riorganizzazione del mondo delle cave, che vale 18 milioni. Ma intanto, questo è quanto fanno notare dalla sede della Confindustria apuana, chiudere l’accordo a 28 euro a tonnellata per i top porterebbe, subito, dai 3 ai 4 milioni di euro nelle casse del Comune. Adesso tutto sta a non farne una questione di principio: superando quel confine di 2 euro il tavolo del marmo potrebbe avere, già in settimana una soluzione positiva.

Le nuove fasce Non solo calcata e statuario. Tutte le fasce delle tariffe del lapideo sono state rimodulate fino ad arrivare al numero di sette (si era partiti da tre). Eccole nel dettaglio, partendo dai materiali meno pregiati che confluiscono nella prima fascia. Fino ad oggi i concessionari pagavano 4,60 euro a tonnellata, adesso dovrebbero sborsarne 6. Per quel che riguarda la seconda fascia, quella dei marmi bianchi, sono state create 2 sotto categorie: quella che riguarda il materiale meno pregiato, per il quale si passerebbe a pagare 9 euro a tonnellata anzichè i 7,80 di oggi. Per i bianchi di maggior valore, invece l’aumento sarà più consistente: da 7,80 a 11 euro. Una piccola rivoluzione, infine, toccherà ai marmi colorati. Prima la tariffa a tonnellata era di 13,50 euro: adesso la loro fascia di pertinenza è stata suddivisa in quattro. La prima pagherà 14,50, la seconda 20 e la terza 24. Infine per quel che riguarda i top (statuario e calacata sempre compresi nella fascia di colorati) si salirà fino a 320 euro.

Il Comune: per i top non meno di 30 euro L’incontro con le associazioni di categoria dovrebbe esserci a metà settimana. Era stato messo in calendario prima ma è stato rinviato per le sedute del consiglio. Le intenzioni, da Palazzo, sono quelle sì di arrivare a chiudere la trattativa, ma non scendendo al di sotto dei 30 euro per quel che riguarda i marmi più pregiati, quelli, ad oggi, costituirebbero il motivo del contendere con gli industriali. Il Comune un passo indietro lo ha già fatto, scendendo dai 35 euro iniziali a 32/30. Ma non è sotto i 30.

La posizione di Assindustria Da 13,50 euro i concessionari delle cave “top” sarebbero pronti a pagarne più del doppio: 28 euro appunto. Ma non uno di più. Quindi pensare di arrivare a 30 sembra un’impresa assai ardua. Adesso si tratta di vedere come funzioneranno le diplomazie che si troveranno, a metà settimana, convocate a Palazzo civico. (a.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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