Sicurezza
Pratiche Inps on line, assalto ai patronati
Dal 1° febbraio le domande per pensioni, assegni e maternità si fanno solo via web, in decine chiedono aiuto
>Il tempo passa, la tecnologia avanza e i veri protagonisti oggi sono i computer. Addio fogli e foglietti, le pratiche - quelle Inps sicuramente - si fanno per via telematica. Peccato però che i tempi della società non sempre corrispondano a quelli individuali. Mettersi davanti ad un video per molti - i più anziani soprattutto - e affidarsi al web per pensioni, assegni familiari, bonus e agevolazioni, è davvero un’impresa. Risultato? Tutti a bussare alle porte dei patronati. Basta fare un salto da quelle parti alle 10 del mattino per averne la conferma: persone, di tutte le età a dire il vero, in attesa. E qualcuno adotta addirittura la tecnica da supermercato: il numero.
Boom di pratiche. Un vero e proprio assalto ai patronati, quelli legati ai sindacati, quelli emanati da associazioni di categoria. Uffici invasi da faldoni. Da 1° febbraio, infatti, tutte le pratiche Inps si fanno solo per via telematica. E a anche chi sul web naviga con agilità, teme di sbagliare e si affida comunque a mani esperte. Il resto lo fa la crisi: le aziende chiudono e le richieste di cassintegrazione (ordinaria o in deroga) aumentano. Senza dimenticare il balzo in avanti fatto dalle richieste di disoccupazione. In un anno il lavoro dei patronati è aumentato, dal 35 al 50%. E la conferma arriva direttamente da chi in quegli uffici passa intere giornate.
I dati parlano chiaro. Al patronato Inca (sede Cgil) lavora Marina Rossi: «Il lavoro è aumentato eccome» ammette. Il suo ufficio di pratiche ne faceva 700 in un anno. Adesso la media è passata a 1300. Un lavoro duro: dagli assegni per il figlio a carico, alla maternità e - spiega - «rapporti costanti con 5 enti». Certo c’è l’Inps, ma anche l’Inail, l’Inpdap, ci sono l’istituto per gli invalidi civili e la direzione provinciale del tesoro (che eroga, ad esempio, le pensioni di guerra). Nella sua stanza, Marina deve stare attenta a dove mette i piedi: è circondata da faldoni. All’esterno dell’ufficio un cestino di vimini raccoglie 12 numeri, indispensabili per evitare litigi tra chi è in attesa per vedersi compilare le pratiche.
Preso d’assalto anche il patronato Inas (legato alla Cisl). La mole di lavoro è tanta. Leonardo Venè esemplifica il concetto: «Prima ero da solo e riuscivo a sbrigare il lavoro, adesso siamo in due e fatichiamo. È comprensibile - fornisce la sua lettura - alla luce non solo della necessità di inviare le pratiche per via telematica. È la gratuità della prestazione a spingere molti a rivolgersi al patronato». In effetti il cittadino non paga un centesimo, è lo Stato, poi a trasferire un corrispettivo a prestazione. Tenersi pronti, dunque: chi ha bisogno del patronato può contare su serietà e professionalità a costo zero, ma deve armarsi di tempo e pazienza.
Tanto lavoro per tutti. Non ci sono eccezioni: anche al patronato Enasco 50&Più (emanazione di Confcommercio) il lavoro è aumentato di parecchio. Èil direttore David Colonnata, (responsabile anche del Caaf)a condensare l’incremento in una percentuale: «Alla luce del passaggio al telematico siamo tra il +35 e il +50%. Dobbiamo dire, però che i dipendenti Inps sono molto disponibili. La nostra Provincia è un’isola felice. Gli impiegati continuano a dare informazioni ai cittadini anche se la vera attività di sportello non è più in corso, in questo modo ci aiutano molto».
Una cosa è certa, documenti Inps soltanto via web e patronati presi d’assalto. Non rimane che diventare esperti della rete. (c.s.)
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