Sicurezza
Nel mirino gli accordi separati
La Cgil replica alla Uil: «Hanno penalizzato i lavoratori». Guerra fra sindacati
CARRARA
«Il rinnovo delle Rsu rappresenta anche una verifica delle politiche sindacali messe in atto in questi anni. La Cgil ha dimostrato con fatti e con proposte da che parte è stata. Altri hanno invece deciso di sottoscrivere accordi penalizzanti per i lavoratori e le lavoratrici, sia del pubblico che del privato». La Cgil funzione pubblica risponde per le rime alla Uil Fp che si è sentita attaccata ed ha respinto le accuse della Cgil. Dal 5 al 7 si rinnovano le rappresentanze sindacali nel pubblico impiego ed è cominciata la guerra all’ultimo voto.
«Ricordare quello che negli ultimi anni è successo non ci pare rappresenti denigrazione, o mistificazione: significa semplicemente – sostiene la Cgil – ricordare la verità a lavoratori e lavoratrici : accordi separati penalizzanti per i lavoratori, taglio delle risorse alle regioni, comuni, scuola e quindi meno servizi ai cittadini, blocco del turn over, taglio dei fondi aziendali, blocco del contratto nazionale dal 2010 al 2014, blocco delle progressioni orizzontali e verticali donne in pensione a 65 anni, demonizzazione dei dipendenti pubblici, taglio del 10% delle dotazioni organiche. I lavoratori devono scegliere da chi farsi rappresentare in questi anni difficili». Quanto alle accuse della Uil, che i dirigenti della Cgil non ci mettano la faccia non essendosi messi in lista, la Chil risponde: «La nostra è una scelta di rispetto verso i lavoratori e le lavoratrici che devono essere certi che i loro rappresentanti saranno sempre presenti sui luoghi di lavoro e sempre disponibili. Avere responsabilità provinciali, infatti, comporta un impegno che sottrae tempo ad una presenza costante negli enti. In Cgil poi abbiamo una regola: dopo 8 anni per statuto, rinnoviamo le cariche rappresentative (siano quelle del Segretario generale che del segretario provinciale) altri rimangono a vita nelle cariche ricoperte e magari mescolano il sindacato con la politica candidandosi nelle liste per le comunali (come è già capitato)».
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