Attenzione
Disoccupati, tante richieste di sussidio
MASSA Emanuele Bertocchi,responsabile del patronato Epaca (legato a Coldiretti) non ha dubbio: con il passaggio alle pratiche telematiche il carico di lavoro è aumentato, ma anche il riconoscimento...
MASSA
Emanuele Bertocchi,responsabile del patronato Epaca (legato a Coldiretti) non ha dubbio: con il passaggio alle pratiche telematiche il carico di lavoro è aumentato, ma anche il riconoscimento del ruolo svolto dai patronati. Certo è che gli impiegati hanno parecchio da fare.
E anche la crisi fa la sua parte. Accanto alle richieste di cassintegrazione e mobilità, c’è un vero e proprio boom di domande per aver accesso alla disoccupazione (ordinaria o con requisiti ridotti). I dati sono impressionanti e danno la dimensione del problema occupazionale sul nostro territorio. Dai primi giorni di gennaio, quindi in poco più di 2 mesi, Marina Rossi del patronato Inca (Cgil) ha compilato 200-250 pratiche per la disoccupazione. Nel 2011, dal 1° aprile, il patronato Inas (Cisl) ne ha presentate 320.
David Colonnata, direttore del patronato Enasco 50&Più, esemplifica il concetto raccontando la sua giornata il 2 gennaio: «Abbiamo aperto l’ufficio ma, visto le festività, non ci aspettavamo una folla. Invece in quella sola mattinata ho ricevuto molte persone e compilato ben 17 domande per la richiesta di disoccupazione ordinaria o con requisiti minimi». Certo tra chi chiede l’assegno ci sono tutti gli stagionali, i ragazzi che racimolano qualche soldo lavorando l’estate - spiegano i dipendenti dei patronati - ma ci sono anche tanti padri di famiglia che hanno perso il lavoro. Davvero un segnale poco rassicurante per l’economia del territorio.
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