Attenzione
Bufera sui servizi sociali di Massa
Benedetti (Pdl) e Musetti (Destra): cosa sapevano? Rc intanto solidale con Zubbani e Bernardi
CARRARA
Una durissima interpellanza nei toni e nel contenuto sulla drammatica morte di Olga è stata rivolta dal con sigliere comunale di Massa del Pdl, Stefano Benedetti, al sindaco di Massa Roberto Pucci e per conoscenza al procuratore capo Aldo Giubilaro. Benedetti sottolinea che «Lo scenario che si sta delineando dopo la morte di Olga, soprattutto a seguito delle dichiarazioni rilasciate alla stampa locale dal marito, è molto preoccupante perché,lentamente, stanno emergendo una serie di responsabilità dirette da parte dei Servizi Sociali del Comune di Massa». Benedetti chiede al sindaco di rispondere a vari quesiti: «Se è vero che Olga fosse seguita dai servizi sociali del nostro comune e se lo stesso è in possesso di una scheda o di una relazione rappresentante la situazione personale e familiare della stessa; se corrisponde a verità che dopo la scomparsa di Olga, che non si sarebbe presentata all' ultimo appuntamento con l'assistente sociale, nessuno ha cercato di rintracciarla e neanche ha provveduto a denunciare il fatto e la scomparsa alle autorità locali; se non crede che sia necessario avviare un'indagine interna per accertare l' esistenza o meno di responsabilità da parte dei Servizi Sociali del Comune di Massa».
Analoghe le conclusioni di Gianni Musetti della Destra: «I Servizi Sociali di Massa sapevano tutto ma non hanno fatto nulla. Sapevano ma ignoravano per far finta che non ci fosse un problema. Insomma, Olga è morta a Carrara con il suo bimbo in grembo oppure poteva finire in qualsiasi altra città, senza che nessuno si fosse chiesto dove era andata a nascondersi».
Solidarietà a sindaco e assessore al sociale di Carrara.
Il segretario del circolo di Rifondazione comunista di Avenza, Luca Beghè, scrive fra l’altro: «Abbiamo letto intere pagine dedicate alle accuse mosse a Sindaco e Giunta sul casa Olga dalle varie forze politiche e soprattutto, proprio ed inspiegabilmente dalle forze politiche di sinistra. Siamo tutti unanimi nel riconoscere nella morte per stenti della donna ucraina, un caso umano tragico che attesta l’esistenza di una povertà invisibile, ma drammaticamente presente pur non lasciando traccia di sè, forse per paura o chissà per quali altre ragioni. Crediamo che nessuna forza politica, meglio di Rifondazione Comunista, possa vantare una tradizione di sensibilità e di attenzione verso i più deboli. Pertanto riconosciamo la validità di un assessorato al sociale affidato appunto al partito di Rifondazione Comunista che, per il tramite dell’assessore Massimiliano Bernardi ha dimostrato grande apertura ai bisogni della gente. E riconosciamo il concreto impegno del sindaco e della giunta rispetto alle politiche sociali a cui sono stati destinati ben 4 milioni di euro: una risorsa decisamente degna di nota. Non si può pertanto condividere la vergognosa strumentalizzazione che le forze politiche hanno fatto del caso di Olga, usandolo come cavallo di battaglia per muovere un attacco ingiustificato nei confronti dell’Amministrazione comunale di Carrara senza neppure approfondire le vere responsabilità ed al solo scopo di inasprire la corsa a sindaco. Vogliamo chiedere alle forze politiche di questa sinistra strumentale, che cosa avrebbero saputo o proposto di fare, più di quello ed oltre quello che è già stato fatto dall’attuale Amministrazione Comunale. La Procura della Repubblica sta svolgendo indagini sul caso, su indicazione di amici e congiunti di Olga, e si sa per certo che non sono stati chiamati in causa i servizi sociali di Carrara. Siamo in attesa degli esiti delle stesse indagini che faranno sicuramente chiarezza sull’accaduto gettando nuova luce sulle vere responsabilità che troppo comodamente sono state scaricate sull’Assessorato al Sociale e l’Amministrazione. Confidiamo a quel punto, che le varie forze politiche rivolganoo scuse pubbliche al sindaco in quanto capo dell’Amministrazione, con cui dovrebbero collaborare per doverosa coerenza politica, e non impantanare al mero fine di ritagliarsi una visibilità che, evidentemente, non riescono in altra maniera a conquistare», conclude Luca Beghè.
L’inchiesta della procura.
Intanto il fascicolo della dottoressa Soffio, titolare dell’inchiesta,a quanto emerge, si è arricchito delle relazioni sul caso Olga proprio dei servizi sociali di Massa. L’obiettivo della procura è acquisire più elementi conoscitivi possibili, dopo di che saranno tratte eventuali conclusioni. Nei prossimi giorni dovrebbero inotlre arrivare i genitori di Olga e potrebbe esserci l’esumazione della salma per il trasferimento in patria.
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