Il dolore
1,5 milioni di risarcimenti E l’assicurazione fugge
Ogni anno 125 denunce per danni subiti dalle auto sulle strade provinciali Costi alle stelle, ma ora Palazzo Ducale fa più controlli.Tempi duri per i furbetti
MASSA
La signora Federica è finita fuori strada per evitare un capriolo comparso le davanti alla sua Volvo.Animale salvo, ma auto ammaccata. Ha avuto mille euro di risarcimento. Il tetto della Skoda del signor Andrea, invece, è stato danneggiato da una pigna caduta da un pino: 300 euro di risarcimento. Stessa cosa (ma risarcimento di 800 euro) per la Punto del signor Guglielmo, centrata da una pigna su un’altra strada. Alla signora Anna si è squarciata una gomma della sua Panda, a causa di una buca sull’asfalto: 550 euro di rimborso danni (c’era anche da riparare il cerchione).
I quattro episodi hanno un elemento in comune: tutti sono avvenuti su strade provinciali. Casi isolati ? Una sfortuna sfacciata (il capriolo che passa proprio in quel momento, la pigna che cade proprio in quel preciso punto)? Macchè. Di denunce di questo tipo ne arrivano in media 125 l’anno agli uffici della Provincia. Una ogni tre giorni.
Un monitoraggio condotto dagli uffici dell’amministrazione di Palazzo Ducale sui sinistri liquidati dalla compagnia assicurativa convenzionata con la Provincia mostra dati sconcertanti. Dal 1999 al marzo 2011 si parla di 1.390 denunce di danni subiti; di cui 579 rimaste senza seguito, 704 liquidate e 107 come si dice in gergo “riservate”, cioè ancora in una fase di verifica. Non solo: la statistica ha evidenziato un aumento esponenziale delle richiest danni negli ultimi tre anni. L’esborso complessivo per questi risarcimenti è stato di 1 milione e 430mila euro, mentre le richieste di danni che non hanno ancora terminato il percorso di verifica ammontano a oltre 1,3 milioni di euro.
Tanti, troppi, anche tenendo conto della non ottimale manutenzione delle strade provinciali. Troppo anche per la compagnia assicurativa che garantiva il servizio di copertura danni per conto della Provincia. Che ha rinunciato: ha comunicato la sua disdetta unilaterale del contratto e ha lasciato ad altri il compito di coprire i sinistri provocati da pigne e caprioli.
Il fenomeno delle richieste di risarcimento che salgono alle stelle è comune un po’ a tutta l’amministrazione pubblica.Ma qui inProvincia ha raggiunto livelli clamorosi.
Inducendo l’amministrazione di PalazzoDucale a cambiare rotta e a introdurre verifiche più rigorose. Il fatto è che fino a ieri chi subiva un danno riconducibile alla responsabilità civile della Provincia e presentava una richiesta di risarcimento, questa veniva direttamente girata alla compagnia assicurativa. Che, di fronte alla denuncia del sinistro e alle testimonianze che il danneggiato allegava autonomamente, ben poco poteva fare. Se non pagare.
Da ora in poi, per effetto di un nuovo regolamento approvato dal consiglio provinciale ed entrato in vigore a fine febbraio, la procedura cambia, le testimonianze non potranno più essere allegate ma dovranno essere rese di fronte al personale dell’ufficio sinistri della polizia provinciale o rilevate dalle forze di polizia. La Provincia ha inoltre stipulato, dopo una gara, una nuova polizza per la responsabilità civile – con Unipol – che prevede la gestione diretta da parte della compagnia soltanto per risarcimenti sopra i 10mila euro, mentre per i sinistri sotto i 10mila euro, sarà un pool formato da personale della Provincia e aiutato da un broker assicurativo a occuparsi di verificare entità del danno e ad accertare la reale responsabilità dell’ente e, quindi, ad autorizzare la liquidazione.
Una manovra, dicono in Provincia, che sta già dando risultati incoraggianti. «La nuova organizzazione - spiegano dagli uffici – ha permesso di contenere i costi della polizza, di razionalizzare la procedura, di accorciare i tempi e di ridurre i casi di contenzioso, con ulteriori abbattimenti dei costi per spese legali. Il risultato è un’inversione di tendenza che ha portato alla riduzione del 40% dei sinistri liquidati rispetto alla media degli ultimi anni.
Insomma, per i furbetti dell’auto rimessa a nuovo a spese della Provincia, i tempi si sono fatti più duri.
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