Il Tirreno

Turismo, gli albergatori si spaccano

Confcommercio e Riviera Apuana si dividono sull’ applicazione dell’ imposta di soggiorno

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MASSA

Il turismo non se la passa alla grande: portafogli vuoti e forse - da queste parti - una cultura , nel settore, ancora poco radicata. Dato il contesto, sarebbe richiesta la massima collaborazione tra gli operatori, oltre le sigle e le associazioni. Non è esattamente così. Soprattutto quando in gioco c’è la tassa di soggiorno. In una riunione in casa Confcommercio, i titolari di hotel chiariscono che favorevoli non sono, ma tentano la strada delle collaborazione, proponendo esenzioni e un’ulteriore riduzione dell’imposta. Puntuale il distinguo. A scrivere è Domenico Antonioli, presidente degli albergatori riuniti in Riviera Apuana. Precisa che all’incontro con l’assessore Volpi lui non c’era e sottolinea che «le dichiarazioni in quella sede non erano fatte dalla rappresentanza di tutti gli albergatori. Vorrei ricordare che la nostra associazione - aggiunge - conta il 50% delle strutture del territorio e a quella riunione non eravamo presenti.

Noi - precisa Antonioli - siamo sempre stati contrari alla tassa, questa posizione è stata rappresentata in tutti gli incontri. Le motivazioni sono molteplici: il comparto ha perso, anche nel 2011, un 5% di presenze che, sommato a dieci anni di cali, mette in seria difficoltà le aziende e i dipendenti che in estate non sono pochi. Le prenotazioni per il periodo pasquale - continua Antonioli - in questo momento sono diminuite rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Con la tassa di soggiorno ci sarà un aggravio del carico fiscale sui turisti che, dalle nostre parti, sono in maggioranza italiani. Vista la crisi in cui versa il paese, il rischio sono gli effetti recessivi della domanda turistica, con la possibilità che questo favorisca il soggiorno in case ,fuori da ogni controllo fiscale, non rintracciabili ai fini della imposta di soggiorno.

Di contro - conclude Antonioli -molti impegni presi dalle varie amministrazioni non sono stati mantenuti: depuratore, viabilità, pulizia, lotta alla prostituzione, piano degli alberghi, piano dell'arenile. Tutte cose importanti per il turismo, che ci avrebbero permesso di affrontare le difficoltà in modo migliore. Nei vari incontri, l'assessore Volpi ci ha illustrato le motivazioni che impongono l’applicazione dell’imposta; consci delle difficoltà dei Comuni, avremmo preferito comunque uno slittamento al 2013, per permetterci di valutare gli effetti della crisi sulla prossima stagione estiva, in considerazione che alcuni comuni limitrofi non l'applicheranno nel 2012.

Siamo comunque disponibili a proseguire il confronto con l'amministrazione, e con altri soggetti per poter trovare una posizione il più condivisibile possibile, demandando all'assemblea dell'associazione che si terrà mercoledì presso la sede di Confesercenti, la decisione in merito ad un documento da presentare all'assessore al bilancio. In quell’atto illustreremo la nostra posizione ed eventuali proposte».

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