La manifestazione
Suv pirata, forti sospetti su un uomo
I carabinieri concentrano le loro attenzioni su un vecchio amico della compagna dell’avvocato Prandina. Svolta imminente
MASSA
C’è una svolta nell’inchiesta sul Suv pirata che ha ucciso a settembre l’avvocato spezzino Diego Prandina in via dei Mori. I carabinieri hanno forti sospetti su un uomo. Per ora non è iscritto nel registro degli indagati ma gli inquirenti sembrano talmente convinti che la soluzione del caso pare davvero questione di giorni.
Ma come sono arrivati a lui? Sono stati bravi gli uomini del Nucleo investigativo dell’Arma perché non era facile, visto che partivano da un’informazione sbagliata. E cioè che il fuoristrada era di colore scuro e di marca orientale. Invece, quello «attenzionato», per usare un termine caro ai carabinieri, è un Suv tedesco. Né il procuratore capo Aldo Giubilaro né il sostituto procuratore Vito Bertoni, titolare dell’inchiesta, vogliono rivelare il modello, però. E il proprietario non sposta la vettura, parcheggiata in un posto auto privato, da parecchio tempo.
Come detto la falsa pista del fuoristrada orientale, suggerita dall’unico testimone dell’episodio, ha portato via parecchio tempo agli inquirenti. Quando quelli del Nucleo investigativo hanno capito che quella traccia non portava da nessuna parte hanno cominciato tutto da capo e hanno passato al setaccio la vita di Prandina e della sua compagna, Sonia Bertolucci. E tra queste conoscenze c’è proprio il proprietario del Suv sospetto. Si tratta di un ex amico della donna. Un particolare che farebbe pensare a un gesto premeditato, a un omicidio doloso, ma il procuratore Giubilaro smentisce con forza: «No, la nostra ipotesi è sempre quella dell’omicidio colposo. Se è stata la persona che crediamo noi a investire Prandina lo ha fatto senza accorgersene, giusto perché passava molto spesso da via dei Mori».
Proprio la manovra compiuta dal Suv ha da sempre smentito l’ipotesi dolosa dell’investimento. Una manovra che poteva compiere soltanto uno che conosceva la zona, che sapeva come bypassare il semaforo rosso della strada principale (via delle Cinque vie) passando contromano dalla strada dove abitavano l’avvocato e la sua compagna. E infatti il sospettato abita poco distante dal luogo dell’incidente.
A far scattare la scintilla e indirizzare le indagini degli inquirenti è stata la conoscenza tra il sospettato e Sonia Bertolucci. Un’amicizia di vecchia data, senza alcun legame sentimentale. Quando hanno visto, incrociando i dati, che era proprietario di un Suv di colore nero hanno voluto approfondire. Anche se il modello non corrispondeva con quanto detto dal testimone. Hanno cercato la macchina nei paraggi dell’abitazione dell’uomo e hanno scoperto che si trovava in un posto auto all’aperto. Hanno deciso di tenere d’occhio quel fuoristrada e hanno scoperto che non veniva spostato da parecchio tempo. E che rimaneva sempre fermo nel solito posteggio. Da qui i sospetti sono diventati quasi certezze.
Per ora nessuna iscrizione nel registro degli indagati, ma come detto è questione di giorni. L’uscita della notizia sulla stampa non farà altro che accelerare i tempi. E forse costringerà l’uomo, che non potrà fare a meno che riconoscersi nella descrizione fornita dagli inquirenti, a costituirsi. Una speranza che in procura hanno cullato fin dal primo momento: «Certo che se decidesse di collaborare sarebbe un gesto che avrebbe un peso notevole», conclude il procuratore capo. Intato però l’Arma continua a lavorare come se il sospettato decidesse di non collaborare. E il cerchio ormai è davvero stretto.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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