Il Tirreno

Processo Politeama, rinvio di 50 giorni

di Cinzia Carpita
Processo Politeama, rinvio di 50 giorni

I primi testi sfileranno il 19 aprile. Ammessa la decima parte civile: Salvatore Milano proprietario di un appartamento

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CARRARA

Processo Politeama per il collassamento di una colonna nel 2008 e conseguente sequestro cautelativo di parte dello storico edificio: subito un rinvio di 50 giorni. Cominceranno a sfilare il 19 aprile prossimo i testi dell’accusa e della difesa. La prima udienza di ieri in tribunale davanti al giudice Cosimo Maria Ferri è stata tecnica.

L’indagine aperta dalla procura che ha ipotizzato i reati di disastro colposo e truffa, (con riferimento a fatti precedenti al crollo avvenuto nel 2011) vede imputati a vario titolo Ugo Tolaini (difeso dagli avvocati Francesco Borasi e Vanni Cecchinelli), la Moglie Nella Pasquini (avvocati Vorasi e Alessio Menconi) rispettivamente amministratore della società Caprice e presidente del cda; i dipendenti comunali Claudio Bacicalupi (avvocato Paolo Barsotti) dirigente del Settore urbanistica e Cesare Marchetti dello stesso settore (avvocato Luca Pietrini), Maria Teresa Tongiani amministratore unico e legale rappresentante della Politeama srl (assistita dai legali Borasi e Menconi). Come detto, i reati contestati sono quelli di disastro colposo e per quanto riguarda Tolaini, Pasquini e Tongiani anche truffa perché secondo l’accusa avrebbero venduto appartamenti che “non rispondevano alle dovute esigenze di agibilità, staticità e abitabilità”.

Ma il processo è appena agli inizi. Ieri in aula anche i legali delle parti civili.

E il giudice Ferri ha accolto la richiesta dell’avvocato Antonio Macchiarini di ammettere come parte civile anche Silvano Milano, prorpietario di un appartamento coinvolto nel vincolo del sequestro cautelativo del Politeama. Macchiarini ha chiesto anche che il Comune (per il quale era presente in aula l’avvocato Anna Francini) e la Caprice vengano citati come responsabili civili. Alla richiesta relativa alla costituzione di parte civile di Milano erano state sollevate eccezioni da alcuni avvocati, mentre il pm Dello Iacono non ha ravvisato elementi ostativi. Ferri dopo essersi ritirato in camera di consiglio, ha ammesso anche la decima parte civile in questo procedimento, (visto il decreto di sequestro preventivo emesso dal gip il 4 agosto 2009, ritenuto che sussistano i presupposti) individuando Milano come presunto «danneggiato dalle condotte poste in essere da Marchetti, Tolaini, Pasquini e Bacicalupi in ordine al capo A». Ferri ha altresì autorizzato con decreto la citazione del Comune e della Caprice. E ha fissato poi la prossima udienza per il 19 aprile, quando dovrebbero essere sentiti i primi tre testi.

Ieri è stata inoltre ammessa fra le parti civili, su richiesta dell’avvocato Del Papa, la curatela subentrante alla società Lili Petrus srl (con uffici commerciali nel palazzo) fallita, ma che già aveva fatto i suoi passi a propria tutela in questa complicata vicenda. Il processo entrerà nel vivo fra cinquanta giorni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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