Finanza
Levata di scudi sull’applicazione dell’Imu a edifici rurali
FIVIZZANO Interessa i tanti proprietari di immobili rurali. Il consiglio regionale, in merito alla legge che impone l’anticipazione dell’applicazione dell’Imposta municipale propria (Imu) in via...
FIVIZZANO
Interessa i tanti proprietari di immobili rurali.
Il consiglio regionale, in merito alla legge che impone l’anticipazione dell’applicazione dell’Imposta municipale propria (Imu) in via sperimentale, a decorrere dal 2012, «considerato che l’introduzione dell’imposta impone un aggravio fiscale indiscriminato a tutti gli immobili, compresi quelli che rientrano nel patrimonio agroforestale delle aziende agricole, rischiando di rivelarsi un colpo durissimo per le già fragili economie agricole; che
l’Imu colpisce pesantemente terreni agricoli e fabbricati rurali (stalle, fienili, cascine e capannoni necessari per proteggere trattrici, attrezzi e mezzi tecnici necessari all’assolvimento delle funzioni aziendali) che costituiscono a tutti gli effetti mezzi di produzione per le imprese agricole; che tale regime di tassazione non pone distinzioni fra beni strumentali, indispensabili e funzionali alle attività aziendali, e quelli rientranti in un’ottica di “rendita fondiaria” del bene, esprime forte preoccupazione circa gli effetti che l’applicazione indiscriminata di tale imposta, in virtù della natura dei beni presenti sul territorio, della loro reale funzione e del fatto che siano da considerarsi strumentali per lo svolgimento delle attività agricole, possa avere su un settore fragile dal punto di vista economico con il rischio di una ulteriore penalizzazione del settore e della sopravvivenza stessa delle imprese agricole».
Viene quindi impegnata la giunta regionale a «rinnovare e rinforzare l’impegno affinchè i fabbricati rurali a uso sperimentale siano esenti dal pagamento della tassa».
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