Proteste
Erosione, i dati confermano gli errori
Lo studio dei professori universitari dà ragione ai balneari. Pranzini: ci sono geotubi sgonfi, servono altri rilievi
MASSA
I balneari lo gridano a gran voce da mesi: le cose non vanno, i geotubi sono ko. Non una lamentela improduttiva: alle loro argomentazioni hanno dato la dignità di tesi, suffragate da tanto di prove. Decine di fotografie aeree e subacque per dimostrare che i geotubi sono “malati”: storti, spiaggiati, migrati, interrotti per decine di metri.
L’università conferma le criticità.Adesso, però, a sostenere le argomentazioni dei balneari arriva la scienza. I dati dell’università di Firenze non lasciano adito a dubbi: i problemi rilevati dagli uomini del mare ci sono eccome. Del resto che quei rilevamenti fossero in linea con le posizioni dei balneari si poteva dedurre dall’esito dell’incontro in Regione: i professori Aminti e Pranzini presentano il risultato dei rilievi effettuati e Firenze decide per una “pausa di riflesione”. Adesso l’ufficialità.
Il sindaco replica al Pd. La notizia di quei dati poco incoraggianti arriva dal sindaco Roberto Pucci, la conferma direttamente dal geologo universitario Enzo Pranzini.
L’intenzione del primo cittadino è replicare al Pd, ma, tra una dichiarazione e l’altra, il sindaco Pucci “sputa il rospo”. Parte sottolineando che «l’amministrazione non si preoccupa in alcun modo di chi realizzerà il secondo lotto dei lavori (quello più corposo, dal Frigido a Carrara, in area Sin ndr)», aggiunge che «al sindaco quella è l’ultima cosa che interessa» e finisce con il lasciarsi sfuggire, più o meno volutamente, qualche dato sui rilievi dell’università di Firenze. «L’esperienza del primo lotto - sintetizza - è negativa, come hanno verificato i professori universitari Aminti e Pranzini. I dati da loro elaborati, a seguito dei rilievi, confermano tutte le perplessità sollevate dai balneari in merito - aggiunge - al prosieguo dei lavori». Poi, in risposta ai democratici e all’invito alla distensione: «Fa piacere che il Pd si sia convinto che il contratto e il progetto vanno rispettati prima di procedere al ripascimento, altrimenti si rischia di gettare in mare milioni di euro». Quelli spesi per acquistare metri e metri cubi di sabbia.
Parla il professor Pranzini. Il pool universitario ha il compito di fare i rilievi. In realtà avrebbe dovuto effettuarli a fine lavori, ha anticipato i tempi, su richiesta della Provincia, di fronte a polemiche e a dubbi sulle modalità di esecuzione. I dati sono stati elaborati e consegnati. Non ancora resi pubblici, però. Pranzini, contattato telefonicamente, ammette che ci sono geocontenitori (i setti in geotessuto ndr) che non sono gonfi come dovrebbero». Bene, le interruzioni, quindi, ci sono. I geotubi sono migrati? O magari finiti sotto il fondale? «Non sono sprofondati - assicura il professore - nè sono migrati, però sono sgonfi, senza sabbia. Certo - precisa - io non posso dire se la sabbia non la contenevano o è andata persa. Certo è che adesso non c’è» e la loro geometria ne risulta alterata. La conferma ufficiale, dunque, c’è eccome. Adesso rimane da capire che tipo di effetto possano aver prodotto le interruzioni: se le correnti riescono ad insinuarsi negli spazi vuoti tra i setti, la loro forza, per un principio fisico detto effetto Venturi, potrebbe amplificarsi.
Per capirne di più, quindi, i sub dell’equipe universitaria torneranno ad immergersi per ulteriori e approfonditi rilievi. I balneari, però, portano a casa un punto importante: la conferma alle loro tesi. Sempre che di punto si possa parlare visto che la stagione balneare è ormai alle porte, il litorale ancora in ginocchio e il ripascimento, in attesa di chiarimenti, rimane fermo. Non sarà - si deduce - un’estate facile.
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