Finanza
Allarme sicurezza, sciopero e sit-in ai cantieri navali
I lavoratori di Nca si sono fermati per quattro ore, traffico in tilt sul viale litoraneo: sollecitano maggiori controlli. Ancora in coma il saldatore ferito
CARRARA
E' allarme sicurezza al Cantiere navale di Marina di Carrara, dopo l'incidente che martedì ha lasciato in condizioni gravissime Haralain Mungiu, saldatore romeno di 41 anni precipitato da 3 metri d'altezza mentre stava lavorando alla nave delle Ferrovie dello Stato attualmente in costruzione.
L'operaio è ancora ricoverato in coma nel reparto di Neurochirurgia dell'ospedale di Pisa, in coma, e le sue condizioni sarebbero stabili.
E proprio all'indomani di questo incidente, ieri mattina, alle 8, i lavoratori del cantiere hanno dato vita a uno sciopero spontaneo, immediatamente condiviso dalle rappresentanze sindacali di Nca, con una mobilitazione sfociata in un blocco del traffico su viale Colombo che si è protratto per oltre un'ora.
Davanti allo stabilimento, a occupare la carreggiata, c'erano i dipendenti diretti del cantiere e i lavoratori dell'indotto, che insieme hanno manifestato solidarietà al collega, denunciando al tempo stesso un deterioramento delle condizioni di sicurezza all'interno dell’azienda.
Tante le ragioni che secondo le maestranze hanno prodotto questa situazione: in primo luogo la "globalizzazione" del mercato del lavoro, che ha portato a lavorare a Marina di Carrara dipendenti con contratti "stranieri" e quindi meno tutelati rispetto ai lavoratori italiani.
Orari più lunghi, sovrapposizione di lavorazioni spesso incompatibili tra loro e ancora meno rigore nei controlli sul badge, il tesserino personale che tutti i dipendenti dovrebbero avere e su cui viene registrata l'ora di ingresso e quella di uscita dalla fabbrica.
A questi fattori si sommano alcune scelte dell'azienda che i rappresentanti sindacali e gli addetti alla sicurezza dei lavoratori di Nca hanno già esplicitamente contestato: investimenti su interventi di carattere estetico (tinteggiature, rifacimento della portineria) mentre i luoghi di lavoro sono - a detta delle Rsu - sempre più fatiscenti. Infine, hanno spiegato ancora i rappresentanti dei dipendenti, ultimamente anche la Asl sembra aver "tirato i remi in barca", rallentando la frequenza dei controlli sulla sicurezza che solo fino a qualche tempo fa erano addirittura settimanali.
In questo contesto si inserisce l'incidente di Haralain Mungiu, ricoverato nel reparto di Neurochirugia dell'Ospedale di Pisa, ancora in coma ma stabile.
Il saldatore, è dipendente di una ditta romena, che è in associazione d'impresa con la Cismar di Marina di Carrara ma che regolamenta i rapporti con i suoi lavoratori secondo la normativa di Bucarest.
«E' vero ha un contratto romeno - ha confermato ieri mattina Massimiliano Federici, titolare di Cismar (l'azienda associata alla ditta di Haralain Mungiu) che ha partecipato alla mobilitazione del Cantiere insieme ai dodici colleghi del saldatore, praticamente tutti suoi connazionali.
Una storia, quella del quarantunenne romeno, simile a quella di tanti che come lui che fanno la spola tra l'Italia e la Romania per mantenere la famiglia: Mungiu, ad esempio, in patria ha una moglie e una figlia di poco più di due anni.
Cinzia Chiappini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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