Italia
«Aiuto, dateci le barriere antirumore»
A Cinquale cittadini “prigionieri” dell’autostrada: aspettiamo una risposta da quasi 10 anni
MONTIGNOSO
Immaginate di dover alzare continuamente il volume per riuscire a seguire il tg, di dormire con i tappi, di convivere con l’ininterrotto ronzio delle vetture che sfrecciano lungo l’autostrada.
È la sorte di una trentina di persone: abitano a Cinquale, in via delle Cannicce e via del Bravin e da un decennio combattono la loro battaglia. Per l’installazione di pannelli fonoassorbenti. Hanno costituito un comitato, bussato a tutte le porte, chiesto rilevazioni acustiche (che confermano il problema), ma nulla.
La storia comincia nel ’70 quando accanto alle case arriva - figlia di un Paese in crescita - l’autostrada. I pannelli fonoassorbenti, invece, da quelle parti non sono mai arrivati. O meglio, arrivano, molto anni dopo, ma solo in parte.
Nel 2004, infatti, il consiglio comunale di Montignoso adotta il piano acustico e riconosce che nelle aree a confine con l’autostrada A12 Genova-Rosignano «serve una bonifica acustica». La Salt, la società che gestisce quel tratto di autostrada, posiziona i pannelli. Non lo fa però su 300 metri di via del Bravin, lato mare, e per altrettanti 300 metri su via della Cannicce, lato monte. E lì ci sono case, anziani e bambini. È il turno dell’Arpat: arriva nel 2005 e rileva che i valori acustici notturni (60 decibel) e diurni (70 decibel) da quelle parti sono superati. Scrive al Comune e Villa Schiff, a sua volta, alla Salt chiedendo di «completare l’apposizione di barriere nel breve tratto rimasto privo di tale protezione». Anche perchè dove i pannelli non ci sono la situazione è peggiorata: polvere e rumore rimbalzano sui pannelli collocati e finiscono proprio laddove trovano uno spazio libero, in quei 300 metri di via del Bravin e via delle Cannicce.
Entra in gioco anche la Regione che individua, nel protovollo di intesa con la Salt, - così si legge negli atti - «tra le priorità il piano di bonifica di via delle Cannicce». Siamo nel 2006. Nulla. E adesso, dopo sei anni, il comitato, che riunisce i residenti, mette i puntini sulle “i”: «La Salt non si appelli all’esistenza di altre e più urgenti priorità, sono stati allestiti pannelli, dalla Versilia alla Liguria, persino in prossimità di campi e aree verdi. Possiamo provarlo con foto». Adesso dai cittadini arriva l’aut aut: «La società che gestisce il tratto autostradale installi i pannelli e l’amministrazione si faccia portavoce del nostro disagio. Abbiamo aspettato a lungo, anche di fronte a continui rinvii per una possibile terza corsia. Adesso, però, chiediamo risposte o siamo pronti a presentare esposti perchè ravvisiamo rischi per la salute pubblica». E a sostegno della loro richiesta esibiscono alcuni certificati medici. La palla adesso passa a Comune e Salt. (c.s.)
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