Il Tirreno

«Quelli dovrebbero cacciarli da Carrara»

«Quelli dovrebbero cacciarli da Carrara»

Il gestore del teatro: il vaso è stato scoperchiato, la difesa: la Caprice non ha appesantito nulla

2 MINUTI DI LETTURA





CARRARA

«Spero nella giustizia, spero che almeno questa volta riesca a fare il suo corso perchè se riuscissero a scamparla, con tutto quello che hanno fatto a questo palazzo, sarebbe veramente intollerabile»: parola di Sergio Bologna, il gestore del cinema Verdi che oggi comparirà al processo sul Politeama nel doppio ruolo di testimone e parte lesa. «Il vaso ormai è scoperchiato, adesso deve uscire tutta la verità. Le indagini hanno chiarito molte cose, però c'è ancora tanto da dire. Con tutti i danni che hanno fatto, queste persone dovrebbero essere cacciati dalla città», aggiunge ancora Bologna. Più battagliero Marco Bedini, proprietario di un appartamento acquistato proprio dalla Caprice per 250 mila euro: anche lui – come Bologna - sia testimone che come parte lesa. «Spero solo che si entri subito nel vivo del dibattimento, auspicando che Ferri tenga fede alla sua fama di giudice che affronta di petto i problemi».

La difesa Gli imputati non hanno fatto opera alcuna al Politeama, non hanno appesantito nulla». L’avvocato Vanni Cecchinelli, che insieme al collega del foro di Milano Francesco Borasi, difende il dottor Ugo Tolaini, per la Caprice, ha le idee chiare. E anticipa la tesi difensiva. «Se c’è stato il pericolo di crollo - spiega il legale - è perché qualcuno ha aggravato la struttura del palazzo con una pavimentazione molto pesante che ha provocato la lesione del pilastro all’interno del Politeama, edificio che, lo ricordiamo ha i suoi 150 anni d’età, ma fino a quel momento era sempre stato stabile». E per quel che riguarda i reati di truffa, da cui devono difendersi, oltre che da quello di disastro colposo, i rappresentanti della Caprice, l’avvocato Cecchinelli dichiara: «Gli estremi per poter sostenere l’accusa di truffa sono l’artifizio e il raggiro: dove sono questi elementi? Secondo come finirà il processo c’è un reato molto grave, quello di calunnia che potrebbe essere contestato». E conclude: «Il crollo vero e proprio, quello lato via Roma, è avvenuto dopo la lesione del pilastro. E ad oggi non ci sono imputati per quanto è accaduto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Tasse, Tari, Imu e multe: da oggi parte la rottamazione degli arretrati – Come fare domanda subito

di Redazione web