Il Tirreno

J’accuse dell’Arci

«Politiche repressive e città non accogliente»

«Politiche repressive e città non accogliente»

CARRARA E’ un vero e proprio affondo contro le politiche sociali del sindaco Angelo Zubbani il durissimo documento a firma di Umberto Moisè dell’Arci Carrara sul caso Olga. «”Perchè la vittima non si...

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CARRARA

E’ un vero e proprio affondo contro le politiche sociali del sindaco Angelo Zubbani il durissimo documento a firma di Umberto Moisè dell’Arci Carrara sul caso Olga. «”Perchè la vittima non si è rivolta ai servizi sociali?”. Tutti addolorati, tutti amareggiati, tutti stupiti i responsabili istituzionali delle politiche sociali e dell'assistenza: “Non abbiamo mai avuto segnalazioni di questa realtà così estrema di povertà e marginalità. Se lo avessimo saputo, ci saremmo attivati. Noi tuteliamo in tutto e per tutto le donne incinte, a qualsiasi nazionalità appartengano...”». Ma - scrive nel suo j’accuse Umberto Moisè, «Carrara non è una città né solidale né accogliente grazie al suo sindaco, Angelo Zubbani, che fin dal suo insediamento si è attivato per escludere dalla città i punkabbestia, i rom, gli immigrati, i marginali e devianti in genere, ben sostenuto dall’assessore al sociale, Massimiliano Bernardi e dalla sua dirigente, Daniela Tommasini. Basta ripercorrere le cronache locali anche recentissime: “Dormivano nelle carcasse delle auto: sgombrato campo abusivo di romeni”; iI titoli si ripetono sempre eguali, ma si tratta di casi sempre nuovi e differenti: si cacciano indiscriminatamente, all’alba, anche nel pieno dell’inverno e del gelo, uomini, donne, bambini, immigrati, rom, barboni, poveri; si devastano i loro alloggi precari, le loro tende canadesi, le loro baracche di cartone, i loro giacigli di stracci. Destinazione: la strada. Nient’altro».

«Si meravigliano amministratori e dirigenti al sociale che la vittima non si sia rivolta ai servizi sociali o a un consultorio, come se questa fosse una stranezza incomprensibile. Se ci sono tanti invisibili, che vivono nascosti, nei non luoghi di questo territorio è perchè non solo questo territorio è ostile, ma perché le politiche sociali e l’assistenza rappresentano per loro un grave pericolo».

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