Il Tirreno

«Buffoni non vuole cemento? Bene, ma adesso lo dimostri»

L’ex giunta replica al sindaco di Montignoso sull’edificazione: 15 anni fa non la vedeva così E sugli interventi in montagna e collina: a prevederli era il piano che lui ha steso negli anni ’90

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MONTIGNOSO

Lo avevamo scritto nell’articolo pubblicato qualche giorno fa: l’urbanistica è argomento tecnico, ma fa sempre discutere. Detto e fatto. Il sindaco Buffoni dice la sua su piano strutturale e piani di recupero e l’ex giunta chiarisce la sua posizione. A scrivere sono Federico Binaglia, Sandro Ronchieri,Giorgio Coli, Marco Vietina, Settimo Del Freo ed Aldo Elasti. «Tutte le critiche - scrivono - che sembrano rivolte alla variante al regolamento urbanistico, impostata dalla precedente amministrazione, sono un'esplicita autocritica che il sindaco ha rivolto a se stesso. Le previsioni edificatorie, infatti, erano esattamente contenute nel piano strutturale e nel regolamento urbanistico, tuttora vigente, redatto nel 1997 proprio dall'amministrazione guidata da Buffoni, che calava su Montignoso ben 182mila metri quadrati di superficie edificabile.

Gli interventi edificatori di Pasquilio, la rta prevista a Santa Croce, il mega comparto di Monterosso e Montepepe - continuano - erano tutti già ricompresi nello strumento urbanistico della fine degli anni '90 e la variante adottata dalla precedente amministrazione aveva semmai cercato di diminuire l'impatto di tale piano, riducendo le volumetrie, come dimostra la documentazione agli atti. L'unica previsione nuova rispetto al vecchio regolamento era quella dell'albergo di Cinquale, inserita al termine della fase delle manifestazioni d'interesse presentate dai cittadini. Si pensava che un nuovo albergo in quella zona avrebbe potenziato l'offerta turistica con un ritorno alla collettività di grande importanza dato che, a fronte della realizzazione della volumetria, la proprietà avrebbe dovuto cedere al patrimonio comunale oltre il 70% di un'enorme area verde che sarebbe stata destinata a parco fluviale pubblico. Tra l'altro - prosegue l’ex giunta - a seguito delle riserve evidenziate dalle osservazioni della Regione, tale previsione era stata cancellata, con grande dispiacere di alcuni consiglieri comunali di allora che attualmente ricoprono incarichi di rilievo nell’amministrazione comunale; i quali avevano fortemente caldeggiato tale intervento in un ottica di rilancio turistico. Dunque- concludono - prendiamo atto che il sindaco ha opportunamente cambiato idea rispetto a 15 anni fa. Ora ci auguriamo che il giusto proposito di fermare la cementificazione venga scritto nero su bianco su quelle linee d'indirizzo programmatiche che a oggi sembrano fumose e vaghe e soprattutto carenti di indicazioni dimensionale. Se veramente si vuole invertire la rotta in termini di consumo di suolo, si abbia il coraggio di affermare che il nuovo piano strutturale sarà a volumi zero e si punti sul recupero dell'esistente come hanno fatto altri sindaci di Centro Sinistra in giro per l'Italia».

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di Redazione Pisa