Sicurezza
Bagno distrutto, un’odissea ricostruirlo
Le titolari dell’Ida: rischiamo di spendere tanti soldi e di perdere di nuovo lo stabilimento
MARINA DI MASSA
Un casottino spoglio, cabine traballanti e una transenna con il divieto di entrare. Il bagno Ida è ancora così, come la mareggiata lo ha lasciato. E forse, così, rimarrà anche tutta la stagione estiva. Lo confessano, tristi e amareggiate, le proprietarie dello stabilimento, le sorelle Ida e Valeria Manfredi, che per due volte hanno visto il mare portarsi via quello che avevano costruito con tanta fatica e dedizione.
Il mare è stato a lungo il filo conduttore delle loro vite, il cavallo di battaglia della loro professione. Proprietarie già dell'omonimo hotel, infatti, decisero negli anni '90 di prendere in gestione il bagno: 40 metri di lunghezza, 20 di larghezza, 44 ombrelloni e una veranda sul mare. L'estate scorsa i primi scherzi della natura: una mareggiata rompe la veranda. Loro non si scoraggiano e la ricostruiscono. A dicembre, però, il mare infuriato porta via tutto: spiaggia, cabine, terrazza e tettoia. E adesso le sorelle guardano con triste commozione quello che rimane del loro bagno e si pongono una domanda: vale la pena ricostruire? Il progetto sarebbe già pronto e l'amministrazione comunale va loro incontro dando i permessi. Si indietreggia in direzione monti: cabine e casottino del bar al posto del parcheggio e la spiaggia dove prima c'era la veranda. «Ma il gioco vale la candela?» si chiede Ida sfogliando il progetto. I costi della ricostruzione non sono bassi: smontare le cabine rimaste, rimontarle, costruire una nuova veranda, demolire il casottino e costruirne uno nuovo. Per non parlare della piccola striscia di sabbia - che si ricaverebbe dal ripascimento - che riuscirebbe ad ospitare solo sedici ombrelloni.
«Verrebbe fuori un mini-bagno - spiega Ida - A me non dispiacerebbe l'idea, ma sa quanto andrei a spendere? Già l'anno scorso abbiamo dovuto ricostruire la veranda. E il mare se l'è portata via. Se io ricostruisco un'altra volta e una mareggiata riporta via tutto? Come posso pensare di rimettermi a costruire uno stabilimento?» Ma, oltre al problema dell'erosione, c'è un'altra spada di Damocle che pesa sulle spalle delle sorelle: la Bolkestein, la direttiva europea che introduce la gara ad evidenza pubblica per le concessioni. «E se poi - ipotizza Valeria - noi ricostruiamo il bagno e tra due anni non lo avremo più? Chi ci ridà soldi e fatiche? Se non riapriremo il bagno anche l'hotel ne risentirà. Prima ai nostri clienti offrivamo una stanza e la spiaggia a due passi. Ora cosa offriamo? Il rischio, però, è troppo alto. Magari - conclude con triste ironia Valeria - quest'estate metteremo fuori un cartello con scritto: il bagno quest'anno rimane così».
Melania Carnevali
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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