La manifestazione
Violenza domestica, pauroso aumento
La Società della Salute ha raccolto le denunce presentate in un anno di attività dello sportello rosa aperto ad Aulla
AULLA
Anche in Lunigiana sono le problematiche familiari, in particolare le violenze domestiche, a spingere le donne, soprattutto giovani, a chiedere aiuto. Donne che, però, ancora non hanno consapevolezza degli strumenti a loro disposizione per difendersi. Tutto questo, nell’imminenza della Festa della Donna dell’otto marzo, emerge dal primo bilancio stilato dalla Società della Salute della Lunigiana sull’attività del Centro Donna Lunigiana, il cui sportello di Aulla è stato inaugurato esattamente un anno fa presso la biblioteca civica del municipio aullese. Il Centro Donna Lunigiana offre un servizio di accoglienza e ascolto telefonico per le persone che richiedono consulenza e informazioni in risposta a stati di disagio o difficoltà di vario genere (personali, familiari, relative ad abusi, maltrattamenti e violenza fisica o psicologica).
«Scendendo nei dettagli - spiega il presidente della SdS Lunigiana, Riccardo Varese (nella foto in alto a destra) - l’utenza è costituita nella maggioranza da donne di nazionalità italiana, anche se ci sono stati soggetti di altra provenienza, fattore che giustifica la richiesta di un valido servizio di mediazione culturale per la comprensione delle problematiche e per ingenerare fiducia nelle donne che fruiscono del servizio».
La fascia di età presentatasi va dai 35 ai 45 anni, la scolarizzazione è medio-alta e l’attività lavorativa svolta è di carattere prevalentemente impiegatizio.«Tutto ciò dimostra che le donne più giovani - prosegue Varese - hanno la forza per riuscire ad affrontare un problema: supportate psicologicamente dall’avere un lavoro, si sentono più autonome, quindi in grado di compiere l’impegnativo passo che è quello di decidere di ricorrere a una tutela, rivolgendosi al Centro Donna Lunigiana. Da quest’analisi si riscontra, invece, che le donne più anziane non riescono a trovare questo coraggio, spesso perché schiacciate dalla paura, dai sensi di colpa, dalla rassegnazione e per il fatto che, magari, il servizio non le ha adeguatamente raggiunte».
Le problematiche sollevate concernono quasi sempre la sfera familiare, sia che riguardino la separazione dei coniugi o il mantenimento dei figli o le violenze domestiche, ma, talvolta, sono state anche di diverso tipo, anche se pur sempre afferenti all’ambito sessuale come le violenze in famiglia o la trasmissione di malattie infettive.
«Il quadro che si delinea, quindi, vede la donna - commenta ancora il presidente della SdS Lunigiana - in una netta posizione di debolezza rispetto alla famiglia, alla società, al mondo del lavoro e questo determina una situazione di emarginazione, paura e rassegnazione, complicata ulteriormente da una totale mancanza di informazione riguardo i mezzi anche più elementari di tutela. Il Centro Donna Lunigiana mira così a scardinare questi equilibri stratificati, che creano disagio e isolamento, e a portare conoscenze e strumenti a contatto con l’utenza che, a quel punto, potrà decidere la scelta da farsi nel caso concreto».
Ecco giorni, sedi e orari di ricevimento: il martedì, in municipio a Pontremoli, dalle 14,30 alle 16,30; il primo e terzo mercoledì del mese, municipio di Aulla (dalle 15 alle 17) e presso il centro ricreativo “Le mie Radici” di Barbarasco (dalle 17,30 alle 18,30); il secondo e il quarto mercoledì del mese presso la biblioteca comunale di Fivizzano (dalle 15,30 alle 17,30); il primo e il terzo giovedì del mese presso il municipio di Licciana (dalle 14,30 alle 16,30); il secondo e il quarto giovedì del mese presso i locali Asl di Bagnone (dalle 14,30 alle 16,30); il giovedì, presso Palazzo Baracchini a Villafranca, dalle 17 alle 19; il venerdì, presso la biblioteca civica di Pontremoli, dalle 9,30 alle 11,30.
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