Sicurezza
Tassa di soggiorno dal 1° giugno
Il Comune sceglie un’imposta soft: 0,60-0,80 euro. La controproposta degli albergatori
MASSA
Imposta di soggiorno in versione soft – tra i 60 e gli 80 centesimi al giorno e non di 1 euro e più (per gli hotel a più stelle) –. E solo per l’alta stagione. È, in sintesi, la proposta della amministrazione civica per la nuova “tassa” di scopo, concepita per dare una mano al turismo ma anche alle casse comunali.
Certo, non tutto è deciso, ma la ricetta è più o meno questa. A illustrarla ai diretti interessati, cioè agli albergatori della riviera massese, accorsi in massa all’incontro promosso da Confcommercio nella sua sede di via Massa Avenza – è stato ieri pomeriggio l’assessore al Bilancio Alessandro Volpi.
Intenzione dell’amministrazione Pucci è di stringere i tempi e di fare in modo che dal 1º giugno (quindi, va sottolineato, dopo le vacanze pasquali) entri in vigore anche a Massa la tassa di soggiorno. Il Comune in questo modo potrà recuperare 600mila euro di introiti, una compensazione parziale, ha detto Volpi del taglio di risorse, che, solo lo scorso anno, è stato di 3 milioni e 300mila euro.
Il “balzello”, è chiaro, non piace agli operatori del turismo ed è emerso con chiarezza nel dibattito di ieri: l’imposta di soggiorno, dicono, rischia di essere un ulteriore colpo al comparto, che deve fare i conti con la crisi e che nella scorsa stagione ha fatto registrare una netta flessione.
Tuttavia, tra gli albergatori prevale il senso di responsabilità e un atteggiamento «collaborativo con l'amministrazione per cercare di far conciliare le diverse esigenze».
L'assessore Volpi ha manifestato la volontà di semplificare le procedure il più possibile: «Ci stiamo orientando verso una tassa di soggiorno che non tolga competitività al settore alberghiero e che, nei meccanismi di riscossione, sia agevole agli operatori affinché non costituisca un aggravio di lavoro». E ha ribadito che «occorre ragionare su quanti giorni dovrà essere applicata e su come andrà riscossa». Premesso che il tema dovrà essere affrontato in sede di giunta e di consiglio comunale, l'idea di Volpi è di applicare una tassa contenuta che oscillerebbe tra 0,60 e 0,80 centesimi per tutte le fasce alberghiere e per un periodo di tempo che va dal 1 giugno al 31 agosto, escludendo la bassa stagione, con un'esenzione per i bambini fino ai 12 anni.
Volpi ha garantito che si tratta dell'imposta più bassa fra i comuni toscani, e ha riportato gli esempi di Firenze e Pisa: nella prima il contributo varia da 1 euro a notte per gli alberghi a 1 stella, fino a 5 euro per i 5 stelle; mentre a Pisa l'imposta varia dagli 1 a i 2 euro.
Gli albergatori hanno avanzato una controproposta:una tassa di soggiorno senza franchigia e senza esenzioni, da modulare in base alle fasce alberghiere, così articolata: 0,30 centesimi per un albergo a due stelle, 0,50 per un tre stelle e 0,80 per un hotel a quattro stelle. Volpi si è reso disponibile a ragionarci sopra, per questo ha chiesto loro di «formalizzare» tale proposta.
Dall’assessore, infine, anche l’indicazione di applicare agevolazioni sull’Imu per gli alberghi gestiti direttamente dal proprietario.
Giulia Stefanini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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