Sicurezza
Sanitari preoccupati per il futuro dell’ospedale
PONTREMOLI C’è preoccupazione tra il personale che opera nell’ospedale cittadino a seguito di recenti voci che darebbero per imminenti diversi ridimensionamenti nei servizi erogati nella struttura...
PONTREMOLI
C’è preoccupazione tra il personale che opera nell’ospedale cittadino a seguito di recenti voci che darebbero per imminenti diversi ridimensionamenti nei servizi erogati nella struttura sanitaria che solo un anno fa ha già pagato con la perdita del suo punto nascita e dell’annesso reparto di ginecologia.
Da puntualizzare che al momento pare si tratti solo di voci non ufficiali ma che comunque stanno creando allarmismo tra i dipendenti considerato che potrebbero attraversare momenti difficili. Circola anche un termine su quello che dovrebbe avvenire: il mese di giugno, quando ad esempio il pronto soccorso dovrebbe perdere la sua normale funzione per trasformarsi in un Pet (Punto di emergenza territoriale).Ma non solo si parla anche di una progressiva riduzione delle prestazioni erogate nelle sale operatorie e della chiusura del reparto di rianimazione. E poi ancora della chiusura del laboratorio analisi. Se le voci che circolano saranno confermate dai fatti si creerebbe insomma una situazione che come una sorta di effetto domino di fatto smantellerebbe gradualmente nel tempo l’intero ospedale dove si salverebbe forse solo la medicina generale. Con un pronto soccorso relegato solo all’accoglimento delle emergenze che poi verrebbero dirottate tramite elisoccorso o ambulanza negli ospedali di costa, le sale operatorie dove le operazioni più importanti non verrebbero più svolte e la chiusura della rianimazione (due posti di sub intensiva troverebbero spazio nel pronto soccorso) certamente la struttura verrebbe declassata a poco di più di un polo ambulatoriale.
Considerato anche il fatto che le riduzioni delle operazioni chirurgiche creerebbero problemi nei ricoveri nel reparto di chirurgia-ortopedia. Insomma questo accadesse davvero si delineerebbe un desolante quadro che nel tempo porterebbe alla chiusura dell’intera struttura così come del resto viene prospettato nel cosiddetto “patto per la salute” del Governo Monti, che parla appunto di chiudere o riconvertire i piccoli ospedali entro il 31 ottobre 2013. Se si considera poi che erano voci anche quelle che sostenevano che i punti nascita al di sotto dei 500 parti annui sarebbero stati chiusi, cosa che poi si è avverata un anno fa con lo smantellamento di ostetricia- ginecologia sulle cui ceneri ora sorge un semplice ambulatorio ginecologico dove nonostante tutto i bravi professionisti che vi lavorano hanno contribuito a far nascere ben sette bambini in emergenza, non c’è da stare tranquilli.
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