Sicurezza
Materassi e cartone: così in tre vivono sotto l’autostrada
Un giaciglio di fortuna in via dei Corsi, accanto alla tendopoli Intorno una discarica a cielo aperto: rifiuti e escrementi
CARRARA
Questa volta non ci sono nemmeno le tende. Nemmeno una seggiola.
Solo due materassi sporchi, coperti dal cartone, appoggiati a un pilone dell’autostrada, lungo via dei Corsi. Poco distante dall’accampamento degli otto romeni. Siamo nella zona residenziale di Marina.
Intorno una discarica a cielo aperto, nonostante, in bella vista ci sia il cartello “area videosorvegliata, divieto di abbandono rifiuti”.
La sporcizia è ovunque: telefoni vecchi, ciabatte, scarpe spaiate, e preservativi usati, C’è perfino un fascicolo giudiziario (con ben visibili i nomi dei contendenti e degli avvocati), semi coperto dagli escrementi.
Eppure ci sono a alcuni ragazzi, tre secondo la gente del posto, che la notte vengono a dormire qui. E non sarebbero i soli.
«Mi hanno detto che vengono a dormire anche nei buchi direttamente sotto la carreggiata dell’autostrada - dice Cesare Micheloni, il candidato sindaco di Identità Toscana che abita in questa zona e che sta ricevendo le segnalazioni di molta gente del posto - Si arrampicano e poi si infilano dentro, come in una bara. Lo fanno per proteggersi dal freddo, qualcuno, la mattina presto li ha visti uscire».
Di questi pernottamenti, non restano tracce. Ci sono invece ancora quelle della tendopoli (pare che nelle proprio nelle prossime ore debba arrivare l’ordinanza del sindaco per lo sgombero). E i due materassi in mezzo al campo proprio sotto l’autostrada.
Una situazione di degrado, sulla quale i residenti di via dei Corsi hanno deciso di squarciare il velo del silenzio e di denunciare. Anche se, per timore, nessuno vuole metterci la faccia, il nome e il cognome. «Veniamo qui a portare a spasso i cani - dice una signora in bicicletta che ci indica il giaciglio sotto l’autostrada - E tante volte vediamo questi giovani, la sera, andare verso quei materassi. Non hanno mai dato fastidio, nessun problema. Ma dopo quello che è successo a quella donna incinta, morta proprio in una tenda, non si può più fare finta di niente». Anche questo mini accampamento (rispetto alla tendopoli qui non ci sono tavoli, sedie, nulla di nulla, solo un posto per dormire) è stata segnalata alla Polizia municipale. Ieri mattina, c’erano appoggiati sopra i cartoni, come se il letto fosse stato rifatto.
La tenda di Olga
E’ ancora al suo posto la tenda dove è morta Olga Kogut.E dove viveva, accanto alla ex Ferroleghe insieme al compagno marocchino. I suoi oggetti, il materasso e il fornelletto sono lì. Nessuno ha toccato nulla. Il compagno qui non è più venuto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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