Proteste
«Fiumaretta diventa un maxi cantiere»
Preoccupazione della Consulta per i lunghi lavori di dragaggio del Magra necessari alla costruzione del nuovo ponte
AMEGLIA
«Ci stanno prendendo in giro. Ora basta, non ne possiamo più di essere trattati in questo modo».
È uno dei tanti sfoghi dopo la riunione di lunedì sera a Fiumaretta sul tema dei lavori per il ponte e per il dragaggio del fiume.
In attesa dei lavori per il ponte, cioè la realizzazione di un ponte provvisorio a cassoni galleggianti in attesa ovviamente della costruzione di un ponte definitivo a campata unica con le pile fuori dall’alveo e con altezza di circa 18 m dal pelo dell’acqua che consenta il passaggio a natanti di grandi dimensioni, per cui ci vorrà ancora un po’ di tempo (tradotta in pazienza per i cittadini amegliesi) ora l’attenzione è rivolta al dragaggio del fiume.
«Nell’assemblea organizzata dalla Consulta assieme all’amministrazione comunale volevamo sapere quale fosse la situazione reale a 4 mesi dall’alluvione. E quando abbiamo affrontato il tema del dragaggio abbiamo capito che ancora una volta dalla Provincia della Spezia ci arrivano solo delusioni» così commenta Gervasio Benelli presidente della Consulta di Fiumaretta.
In pratica ora è in corso il dragaggio di 3mila metri cubi di sabbia dal fiume per far uscire il nuovo cacciamine da Intermarine, poi si dovrà realizzare il dragaggio vero e proprio di 370mila mc di sabbia che, dopo accordo siglato tra le province della Spezia e Massa Carrara, dovrà essere trasportata ai Ronchi. Il problema è sorto perché la sabbia del Magra è grossa e per diventare sabbia per il rinascimento delle spiagge deve essere tritata. Per fare questo occorre un impianto di macinazione che la provincia della Spezia avrebbe individuato nel centro di Fiumaretta, nell’area dismessa del cantiere Labornaves.
«Eccolo il guaio - aggiunge Benelli - come si fa a pensare di mettere su un impianto del genere nel centro di un paese e poi fosse una questione di un paio di mesi tutto si potrebbe risolvere perché c’è un obiettivo immediato ma in realtà se l’impianto lavora 1000-1200 mc al giorno vuol dire che ci vogliono oltre 300 giorni lavorativi, in pratica un anno e mezzo. L’impianto di trasformazione ha una rumorosità elevata ed in più la dirtta che è stata incaricata del dragaggio lavorerebbe alla macinazione dalle 6 del mattino alle 10 di sera. Come si fa a convivere con quella struttura in un posto che, a questo punto solo teoricamente, è altamente turistico. Insomma occorre trovare un’altra soluzione».
«Non vorrei - conclude Benelli - che dalla Provincia volessero far decidere solo il Comune e così addossargli le colpe per avere dato l’ok all’impianto. Noi ci batteremo affinché il dragaggio si faccia, è fondamentale per noi e questo lo diciamo da sempre, ma non a queste condizioni. L’impianto in mezzo al paese non lo vogliamo, semmai vogliamo che la Provincia si attivi per trovargli una nuova sistemazione».
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