Il Tirreno

Montignoso tenta di bloccare il cemento

di Chiara Sillicani
Montignoso tenta di bloccare il cemento

Stop case in montagna e in collina. Pochissime al mare. Sì alle ristrutturazioni a Capanne, Piazza, Sant’Eustachio e Vietina

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MONTIGNOSO

Neanche un centrimetro cubo di cemento in montagna e in collina. Nuovo impulso al settore edile, invece, a Debbia, Cervaiolo e Renella. E, soprattutto, quattro piani per recuperare l’esistente nelle frazioni di Capanne, Piazza, Sant’Eustachio. Per la logica: nessuna nuova costruzione, nessuna aggressione del territorio, ma valorizzazione e recupero delle case che già ci sono.

Il piano strutturale. L’urbanistica, si sa, è tema ostico: leggi articolate e tecnicismi in quantità. Ma, se il concetto si traduce nel binomio “costruire o non costruire”, allora tutto diventa più facile. E non a caso, infatti, spesso i piani per la programmazione del territorio diventano terreno di scontro politico. Sicuramente lo è stata la variante al regolamento urbanistico definita dalla precedente amministrazione. Variante che ha creato profonde spaccature anche in seno al Pd, il partito di cui l’allora sindaco Federico Binaglia era esponente. Dopo le pesanti osservazioni di Regione e Provincia, gli attacchi all’albergo da diecimila metri cubi, la variante non ha portato a casa l’approvazione del consiglio. E adesso arriva il piano strutturale, lo strumento che disegna la cornice entro la quale si definiscono tutti i piani di dettaglio. «Entro la prima decade di marzo - assicura il sindaco - presenteremo le linee guida al consiglio comunale. Mi auguro che in quella stessa sede possa avviarsi anche il percorso per l’individuazione del garante alla comunicazione. Le linee guida comunque già conterranno una visione chiara- sintetizza il primo cittadino - delle zone edificabili e non edificabili.
Dove si costruisce. «Non si costruirà più - precisa Buffoni senza mezzi termini- in montagna e in collina (la precedente variante prevedeva interventi a Pasquilio e tra Monte Rosso e Monte Pepe ndr). Rimangono margini d’azione, invece, a Debbia, Cervaiolo e Renella. Quasi satura la zona di Cinquale dove- parola di Narciso Buffoni - si potrà edificare, ma pochissimo. Complessivamente poco cemento - assicurano a Villa Schiff - ma anche l’intenzione «di ridare fiato al settore edile, in profonda crisi e tanto importante per l’economia montignosina». Ecco quindi l’idea dei piani di recupero.

Via libera alla ristrutturazioni. I piani riguardano 4 frazioni: Capanne, Piazza, Sant’Eustachio e Vietina. Lo scopo è quello di recuperare gli edifici già esistenti, concedendo anche l’autorizzazione - spiega Eleonora Petracci, assessore all’urbanistica - per eventuali ampliamenti: «La progettazione è stata finanziata dalla Regione con 25mila euro e, prima della fine di giugno, i 4 piani potrebbero arrivare al vaglio del consiglio».

Piano antenne. E non è finita, un altro piano in gioco - assicura la giunta - seppure non specificatamente urbanistico, è quello delle antenne. Affidarsi al cellulare a Cinquale è un’impresa: «Con la definizione del piano verranno installate due antenne - precisa Narciso Buffoni - una a Cinquale (appunto) e una a Sant’Eustachio. Garantiremo copertura assicurandoci che le antenne non siano assolutamente nocive per la salute pubblica».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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