La manifestazione
«I 40 posti alla Pelù adesso non servono»
MASSA Un grande polo riabilitativo in via Marina Vecchia, con un’area destinata alla neuropsichiatria infantile? La conferma ufficiale non c’è, ma le voci sono insistenti. Del resto la stessa...
MASSA
Un grande polo riabilitativo in via Marina Vecchia, con un’area destinata alla neuropsichiatria infantile? La conferma ufficiale non c’è, ma le voci sono insistenti. Del resto la stessa Fondazione Pelù, che dell’immobile in questione era proprietaria, conferma di aver saputo da fonti istituzionali che da quelle parti di rsa non ne sorgeranno.
Ma andiamo per ordine. La Fondazione Pelù ha parlato chiaro: nel 1999 ha ceduto una parte del suo immobile in via Marina Vecchia all’Asl con uno scopo preciso, realizzare in quegli spazi una Rsa, una residenza assistita per anziani. Secondo quanto previsto dallo stesso statuto della Fondazione.
Ma di quella struttura, avallata anche da Regione e Comune, ancora nulla. Tanto che la Fondazione non solo ha acquistato un’intera pagina di giornale per esprimere a chiare lettere la sua posizione, ma ha anche scritto ad Enrico Rossi, presidente della Regione, al sindaco Roberto Pucci, alla direttrice generale dell’Asl. E nella lettera la Pelù spiega, appunto, di aver saputo che l’immobile è stato destinato ad altro scopo. Del resto l’Asl, contattata, non smentisce: «Le esigenze sono cambiate e quei posti letto in Rsa non servono più, anche in relazione alle liste di attesa». Bene - stando alle voci insistenti - in via Marina Vecchia potrebbe sorgere un polo riabilitativo. Lì in realtà un’area della riabilitazione già c’è, l’azienda sanitaria vi trasferirebbe, però, anche le attività riabilitative ospitate a Marina di Carrara, nel distretto davanti al porto.
E il timore è che nell’accorpamento si producano esuberi. E non è finita: in via Marina Vecchia potrebbe traslocare anche la neuropsichiatria infantile, attualmente in via Giorgini. L’Asl, infatti, in questo modo, ridurrebbe i costi per l’affitto dell’immobile.
Ora rimane da capire quali siano le reali intenzioni dell’azienda sanitaria ed, eventualmente, quali siano i tempi. Senza dimenticare l’altro capitolo, quello dei rapporti con la Fondazione Pelù che ha messo, nero su bianco, la sua posizione: nell’immobile ceduto all’Asl deve sorgere una struttura per accogliere gli anziani.
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