Sicurezza
Davide Tenerani torna libero a un anno dall’omicidio di Spezia
Unico obbligo, dovrà restare in casa dalle 21 di sera alle 7 del mattino e dimorare a Carrara proprio ieri nella vicina città ligure una messa e una fiaccolata in memoria di Jonathan, la vittima
CARRARA
A un anno esatto di distanza dalla serata al pub finita in tragedia nella quale fu ucciso il giovane di Spezia Jonathan Esposito, e proprio in concomitanza con la fiaccolata promossa nella vicina città ligure dagli amici che chiedono giustizia per Jonathan, ieri il gip del tribunale della Spezia ha deciso che Davide Tenerani, accusato dell’omicidio, può tornare libero. D’altra parte, i tempi burocratici sono questi: ieri scadevano i termini dell’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari (dove Davide si trovava dal 26 luglio), e il gip Diana Brusacà doveva valutare se reitare i domiciliari stessi oppure, seguendo la richiesta della difesa, rimettere in libertà il nostro concittadino. La scelta è stata della libertà, unici obblighi: restare in casa dalle nove di sera alle sette del mattino, dimorare nel comune di Carrara.
Così in attesa che le indagini preliminari si completino (la vicenda è complessa, bisogna aspettare la perizia dei Ris di Parma su tutta una serie di quesiti relativi al coltello e alle modalità del fendente mortale), il giovane carrarese, oggi 25enne, può uscire di casa durante tutto il giorno.
Tecnicamente, il provvedimento del giudice di Spezia è un’ordinanza, emessa dopo avere discusso la richiesta avanzata dal pm titolare delle indagini che chiedeva, come detto, di prorogare gli arresti domiciliari. In udienza, per Davide Tenerani, gli avvocati Cristina Lattanzi e Fabio Sommovigo.
A discutere l’ordinanza peraltro erano presenti solo gli avvocati difensori. Il giudice nel suo provvedimento osserva che il pm si sarebbe limitato ad evidenziare «accertamenti del tutto generici», ed avrebbe quindi omesso «di palesare le gravi esigenze cautelari che renderebbero indispensabili il protrarsi della custodia», intendendo i domiciliari. Insomma, il fatto che il Ris di Parma debba compiere complessi accertamenti tecnici investigativi sul coltello, sul giubbotto indossato dalla vittima e su altri oggetti connessi al delitto, non ha comunque legami con la custodia cautelare dell’indagato. Inoltre, aggiunge il gip, lo stato di detenzione dura da un anno, prima in carcere e poi dal 26 luglio ai domiciliari, e nel periodo Davide Tenerani ha sempre osservato un comportamento corretto. L’unica ipotetica esigenza cautelare, aggiunge nella sua analisi il giudice, potrebbe essere il pericolo della reiterazione del reato ma - scrive - «la particolare contingenza che ha portato all’omicidio fa ritenere allo stato affievolita anche l’esigenza cautelare ancora ipotizzabile». In ogni caso, questi eventuali pericoli residui possono essere «presidiati», si afferma nell’ordinanza, con una misura non detentiva ma di «controllo psicologico sulle future condotte dell’indagato». Misura che individua nell’obbligo di dimora nel comune di Carrara, con annesso obbligo di reperibilità in casa dalle 21 di sera alle 7 del mattino.
Era sera quando avvenne l’omicidio, davanti al circolo Arci Shake della Spezia dove si festeggiava il Carnevale. Davide Tenerani è accusato di aver ucciso, con una coltellata al cuore, lo spezzino Jonathan Esposito, 27 anni, padre di un bambino di 2 anni. Con Davide, altri quattro amici: dopo il delitto, la fuga in auto, il lavaggio dei vestiti.
E intanto su Facebook, il gruppo “Giustizia per Jonathan Esposito”, proprio per ieri aveva promosso una Messa alle 18 in piazza Brin e per le 21 fiaccolata... «E vorrei puntualizzare che la fiaccolata non viene fatta per creare casini o altro... - puntualizza la sorella Jennifer, che gestisce il sito - Ma solo ed esclusivamente per Ricordare Lui... E chiedere per l'ennesima volta che venga fatta giustizia». Si dice indignata che Tenerani «si sia fatto 4 mesi dentro e basta, e dopo un anno ancora nessuna sentenza».
(m.b.)
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