Il dolore
Boom di rapine, è allarme Nel mirino le tabaccherie
Caccia all’uomo che ha mandato all’ospedale Carlo Tassi. Il negoziante sta meglio Giallo sulla pistola: i carabinieri stanno seguendo una pista che porta fuori Massa
MASSA
Sta meglio Carlo Tassi, il tabbaccaio sessantenne picchiato selvaggiamente durante una rapina nel suo negozio sabato sera a Turano. Dopo essere stato medicato in ospedale è tornato a casa e ieri ha passato la giornata con i suoi familiari per riprendersi dallo choc e dal trauma cranico: «Mio padre sta bene - dice la figlia Marina rispondendo al telefono -, ha soltanto bisogno di riposare. Non è vero però che ha riconosciuto il rapinatore». Forse gli inquirenti lo hanno detto per far commettere dei passi falsi al malvivente oppure erano convinti che il commerciante potesse fornire loro delle indicazioni utili per l’arresto. Intanto è stato quantificato il bottino: 2.000 euro.
Identikit o meno però l’Arma ha una pista da seguire ed è quella della pistola. La rivoltella era vera e nella colluttazione è rimasta a terra: il rapinatore fuggendo l’ha dimenticata, potrebbe essere l’errore che gli aprirà le porte della cella oppure potrebbe non rivelare nulla. Si capirà qualcosa di più soltanto oggi, quando i carabinieri potranno incrociare i dati in loro possesso con quelli della polizia. La pistola è stata rubata e forse è stata utilizzata anche per altri colpi. Da qui potrebbe venir fuori la traccia risolutiva. Ma gli inquirenti sanno benissimo che se non trovano il colpevole nelle prossime trentasei ore sarà molto più difficile poi identificarlo.
L’ennesima rapina ai danni di tabaccherie comunque fa scattare l’allarme. È vero che i colpevoli del colpo al Mirteto, il padre e il figlio, sono stati arrestati, ma è altrettanto vero che un mese fa ne era stata fatta una che ancora non ha un responsabile. Potrebbe essere l’uomo che ha colpito a Turano, quindi. Un malvivente molto pericoloso, visto che è entrrato nel negozio di Tassi con una pistola vera e che poi non ha esitato a picchiare selvaggiamente il titolare soltanto perché questo aveva esitato a consegnargli il denaro.
Difficile pensare si tratti di un professionista - non rischierebbe così tanto per poche migliaia di euro -, però non è neppure uno sprovveduto. È un malvivente che è riuscito a procurarsi un’arma e che quindi è legato a un certo tipo di criminalità.
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