Il Tirreno

In cava in elicottero, la protesta dei Cobas

In cava in elicottero, la protesta dei Cobas

Esposto in Procura del sindacato del marmo per i lavoratori della Aldo Vanelli: sicurezza a rischio

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CARRARA

In cava con l’elicottero: i lavoratori vanno dal sindaco. Nei giorni scorsi si è tenuto un incontro al quale, erano presenti il sindacato Cobas Marmo (rappresentato dalla segreteria provinciale e dal legale Raffaele Giumetti) il sindaco Zubbani e il direttore generale Tonelli ed i lavoratori della ditta Aldo Vanelli, che non posso recarsi sul posto di lavoro se non con l'elicottero, dopo la chiusura della strada di arroccamento che li portava in cava. «Il sindaco - si legge nella nota dei Cobas - ci ha detto che l'amministrazione non può interessarsi della questione visto che la strada contesa si trova in un bene stimato (proprietà privata) della ditta Gemignani e Vanelli e non in concessione dei Comune. I Cobas Marmo assistiti dal loro legale hanno inviato un esposto alla Prefettura, alla Procura della Repubblica e all'Ispettorato del lavoro dove si mette in primo piano la mancanza di sicurezza per gli stessi lavoratori, poiché in caso di infortunio l'elicottero che li porta sul posto di lavoro non è attrezzato per fare soccorso ed il Pegaso del 118 non può atterrare in quella cava oppure se si manifesta un cambio delle condizioni meteorologiche (nebbia, pioggia forte) l'elicottero non sarebbe in grado di riportare a valle i cavatori della ditta Aldo Vanelli i quali, sarebbero costretti a rimanere prigionieri sul posto di lavoro, per quanto? A questo punto potrebbe scattare anche denuncia per sequestro di persona». «Stiamo aspettando risposta dagli organi competenti - si chiude la nota - nel frattempo, continueremo a seguire da vicino gli i operai con la fiduciosa speranza di risolvere al più presto questa difficile situazione».

Il ricordo del Pedro

I Cobas inoltre ricordano il loro leader storico, Giovanni Pedrazzi scomparso l’8 gennaio scorso. «I figli di Pedro ci hanno raccontato che, anche negli ultimi giorni di vita, seppur sopraffatto dalla malattia, il suo pensiero costante era rivolto agli impegni che aveva in agenda e che non avevano ancora avuto esito positivo: la questione dei dipendenti della San Carlo, senza stipendio da quattro mesi; i lavoratori delle cave Vanelli che non possono più accedere alla sede di lavoro se non in elicottero; e a tutti i compagni che subiscono in prima persona il riflesso negativo dell'attuale situazione economica. Bene Pedro, noi continueremo la tua opera, perché, come sempre dicevi, “fino a quando ci sarà un vero cobas fino a quando si cercherà la giustizia senza scendere a compromessi, lo spirito del Meschi non morirà mai". I Cobas del Marmo sono una realtà. I Cobas ci sono - si chiude la nota - gli uffici sono aperti e operanti sul territorio, pronti ad ascoltare e difendere tutti i lavoratori, senza preclusioni ideologiche, come Giovanni Pedrazzi ci ha insegnato, seguendo solo la logica della giustizia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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