Il Tirreno

Chiamata di reperibilità, l’Asl ha ragione due volte

Anche in appello la sezione Lavoro dice no ai dipendenti che avevano fatto causa Ridimensionate le richieste di indennizzo: superavano i dieci milioni di euro

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CARRARA

Pronta disponibilità, riposi compensativi, retribuzione maggiorata a titolo di lavoro straordinario e risarcimento danni. L'Asl apuana vince anche in appello la sua battaglia contro i dipendenti. La sentenza della corte di Appello, sezione lavoro, ha confermato quanto detto dal tribunale di Massa, giudice Erminia Agostini, che aveva respinto le richieste presentate da un nutrito gruppo di lavoratori dell'Asl aventi ad oggetto l'istituto della pronta disponibilità in giorno festivo .

La sentenza pronunciata dalla corte, ha accolto le tesi sostenute dall'azienda sanitaria già al tribunale di Massa, e ha ribadito che, in caso di servizio di pronta disponibilità in giorno festivo, «la concessione del riposo compensativo deve ritenersi subordinata alla valutazione di convenienza e alla conseguente richiesta dell'interessato, comportando il prolungamento dell'orario di lavoro negli altri giorni della settimana al fine di rispettare il debito orario settimanale».

Sono state rigettate le richieste, in caso di chiamata durante la reperibilità festiva , di una retribuzione maggiorata a titolo di lavoro straordinario per le giornate successive a quella festiva. La corte ha confermato che il regime spettante è stato individuato dai contratti collettivi che si sono limitati a ritenere compensabile con la maggiorazione del lavoro straordinario la sola attività su chiamata , non dando invece valore all'assunta penosità del lavoro successivo anche perché, secondo contratto, è possibile optare per la compensazione dell'orario al posto del compenso per lavoro straordinario.

Sul piano del risarcimento del danno all'integrità psico - fisica per usura lavorativa è stato ribadito il difetto di allegazione e prova a carico degli attori in ordine ai pregiudizi lamentati .

A fronte di richieste pari a 10.566.177,30 euro, già respinte dal tribunale di Massa, la sentenza d’appello ha confermato per le casse aziendali un risparmio pari a 3.462.315,47 euro, oltre alla condanna degli appellanti a pagare le spese legali all'Asl.

Sempre il tribunale di Massa ultimamente ha respinto le richieste, ammontanti a 3.766.182,19 euro, di diversi dirigenti, relative all'accertamento dell'esatto ammontare del fondo per la retribuzione di risultato.

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