Sicurezza
Casotti difende il nuovo hospice
Il consigliere: le polemiche danneggiano soltanto i pazienti
MASSA
Hospice o non hospice. La struttura per malati terminali aprirà presto i battenti, negli spazi della fondazione Don Gnocchi.
E il consigliere socialista Giancarlo Casotti interviene per mettere a tacere polemiche sulla sede prescelta. «Esiste una convenzione tra la fondazione e la Regione, non perdiamoci in polemiche inutili sul fatto che dovesse aprire a Carrara, a Monterosso. Proprio le polemiche hanno costretto i malati ad un attesa di oltre due anni, obbligandoli a rivolgersi a strutture fuori Provincia. Diamo una risposta alla collettività - sintetizza - poi, se in futuro aprirà i battenti un hospice pubblico, allora meglio. Ricordo comunque che la fondazione Don Gnocchi è accreditata e i costi, quindi, non gravano sul paziente o sulla sua famiglia». La commissione sanità sulla sede e sui locali aveva qualche perplessità: «Io, che della commissione sanità faccio parte - spiega Casotti - non firmai il documento in cui si sollevavano dubbi, forse la commissione avrebbe dovuto visitare il centro prelievi in via Bassa Tambura (ora sono in corso i lavori ndr) o la Rsa pubblica di Pontremoli.
Se la questione è il risparmio, pensiamo allora alla neuropsichiatria infantile in via Giorgini. Il restauro - scrive Casotti - è costato 100mila euro, 52mila euro annui è l’affitto. Eppure c’erano spazi idonei all’Aias e alla fondazione Pelù. Forse - conclude - la commissione dovrebbe andare prima da quelle parti».
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