Il Tirreno

Via alla tassa di soggiorno ma con un bello sconto

di Chiara Sillicani
Via alla tassa di soggiorno ma con un bello sconto

No alla proposta di posticipo al 2013, i turisti la pagheranno da questa estate Ma l’importo si abbassa a 50-60 centesimi: il Comune incasserà 500mila euro

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MASSA

Ebbene sì, non c’è nulla da fare. Inutile tentare il posticipo: chi quest’estate arriverà sul litorale apuano, per godersi qualche giorno di vacanza, dovrà mettere mano al portafoglio. O - per essere più precisi - al borsellino degli spiccioli. Perché la tassa di soggiorno arriverà tra pochi mesi. Gli operatori hanno tentato di rimandare al prossimo anno, ma nulla da fare: trasferimenti statali con il contagocce, sacrifici pesanti- anche per gli enti pubblici - in epoca Monti. Insomma, i soldi della tassa servono. Anche se - ecco perchè basta un borsellino - per andare incontro ad albergatori e campeggiatori, l’amministrazione fa un passo indietro e abbassa il tiro. Addio all’obbiettivo di un milione di euro, nel prossimo bilancio ne finiranno non più di 500-600mila.

Di cosa si tratta. La possibilità di far pagare qualche euro (o qualche centesimo di euro) a chi si concede una vacanza è contenuta, nero su bianco, nel decreto legislativo del 23 marzo 2010. Atto con cui si introducono “alcuni principi di federalismo fiscale municipale”. L’articolo 4 del decreto è dedicato all’imposta di soggiorno. Imposta appunto (in uso, ma scorretto chiamarla tassa) perchè chi la paga non lo fa dietro erogazione di un servizio. Sia chiaro, però, il decreto non lascia adito a dubbi: i soldi che entrano in cassa, grazie al turismo, al turismo devono essere destinati. Dalla cura dell’arredo urbano alla promozione.

Le proposte degli operatori. Quando le intenzioni di Palazzo civico sono parse chiare, gli operatori - almeno quelli di Confcommercio - si sono messi al lavoro ed hanno steso una bozza: cifra media per l’imposta intorno ai 0,7-0,6 euro per un massimo di cinque giorni. Con l’ esclusione dei bambini sotto i 10 anni. Poi la seconda proposta: rimandiamo al 2013. La stagione turistica è alle porte, l’amministrazione non ha ancora deciso nulla, albergatori e campeggiatori hanno già definito le tariffe, in vista delle prenotazioni estive. Troppo tardi dunque - almeno secondo chi opera nel settore - per rimettersi al tavolo. Perchè o si aumentano i prezzi o - seconda ipotesi - le tariffe non si toccano e mettersi le mani in tasca tocca agli albergatori. Senza dimenticare che è aperta anche un’altra - e complessa - partita, quella della riscossione: chi prende i soldi, come li gestisce, come li registra? Del resto titolari di hotel e camping non sono certo sostituti di imposta.

Via libera dall’estate. L’idea di rimandare tutto al 2013 finisce, però, in un cassetto: Palazzo civico non può permetterselo. È disposto però - è quanto sarebbe emerso da un ultimo incontro - ad abbassare il tiro. Tradotto: in media il turista pagherà 50 o 60 centesimi al giorno. La metà rispetto a molti Comuni. Cifra media, comunque, quella indicata dall’amministrazione che dovrà poi delineare le differenze tra chi alloggia in un 4 stelle, chi si accontenta della pensione a due e chi, invece, dorme in tenda, sotto l’ombra dei pini, in un campeggio. Certo è che Palazzo civico non conta più su un milione di euro. Nella definizione del bilancio la tassa di soggiorno deve esserci, ma per un importo di circa la metà: 500-600 mila euro, come dicevamo.

Insomma, il tentativo è quello di trovare un punto di accordo e di equilibrio: l’imposta scatta, non è possibile rimandarla, ma si tenta di andare incontro ad un settore che, in tempo di crisi - e di Imu - certo non naviga nell’oro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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