Il Tirreno

Pucci: piazza per le foibe ma la sinistra non ci sta

di Claudio Figaia
Pucci: piazza per le foibe ma la sinistra non ci sta

Maggioranza critica sulla proposta del sindaco: «Casapound è pericolosa» Sit in antifascista sotto il municipio, stop alle manifestazioni in piazza Garibaldi

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MASSA

«Credo sia giusto che la città dedichi una piazza ai martiri delle foibe. Perchè no? Massa antifascista deve fare i conti con il suo passato, senza paura, senza omissioni». Il sindaco Roberto Pucci spiazza la sua maggioranza con un intervento sugli scontri di sabato 11 in città in occasione della manifestazione di CasaPound.

Lo fa in consiglio comunale mentre sotto, davanti a palazzo civico, i giovani dei Carc,Asp e Associazione antifascista manifestano con un sit-in contro Casapoud, ne chiedono la chiusura denunciano le aggressioni subite ad opera dei militanti dell’estrema destra, contestano Martina Nardi, accusata di avere definito “fascista” il comportamento di chi, in piazza, aveva cercato di impedire la commemorazione delle foibe organizzata dalla stessa Casapound.

Il sindaco, nel suo intervento, difende “senza se e senza ma” il diritto a manifestare che deve essere riconosciuto a tutti: «Se oggi possiamo manifestare liberamente è grazie a chi ha lottato contro il fascismo e per la libertà. È in virtù di una Costituzione, che, lo ricordo ai giovani orgogliosi di manifestare il loro antifascismo, è nata dalla lotta partigiana».

Un discorso tutto giocato sull’equidistanza dagli estremismi di destra e di sinistra, quello di Pucci, e giocato anche sull’esigenza di «salvaguardare il diritto di tutti i cittadini a passeggiare tranquilli in città, soprattutto di sabato». A tal proposito il sindaco annuncia che, in accordo con il tavolo coordinato dal prefetto sull’ordine pubblico, di sabato le manifestazioni saranno vietate anche in piazza Garibaldi, rivelatasi troppo centrale, troppo vulnerabile dopo quel che è successo l’altra settimana.

Ma dai banchi della maggioranza, e anche da quelli dell’opposizione di centrosinistra, sono in tanti a mostrare perplessità. «Non siamo d’accordo con iniziative prese sull’onda dell’urgenza», dice ad esempio Stefano Alberti (ex Pd ora gruppo misto) che lancia anche la proposta di creare una consulta antifascista. Parole che spianano la strada ad altri interventi. Cesare Lorieri, EnzoDella Maggesa, Stefano Gianni, Lauro Giusti e con toni ancora più forti Pier PaoloMarchi sottolineano in modo marcato l’intento chiaramente provocatorio della manifestazione di Casapound («non si fa una commemorazione con caschi, cinghie e spranghe»), rimarcano il carattere fascista e potenzialmente eversivo dell’organizzazione, ricordano come mobilitarsi contro l’evocazione del fascismo sia legittimo e anche condivisibile. E nella ricostruzione dei fatti di sabato 11 mettono bene in chiaro che ci sono stati aggressori e aggrediti. Per concludere con accenni non proprio esultanti alla proposta lanciata dal sindaco di intitolare una piazza ai martiri delle foibe. Toni, insomma, ben diversi da quelli usati da Pucci. «Il sindaco ha voluto aprire al centrodestra, è già in campagna elettorale, a Corrado Amorese ha poi riservato una sviolinata (“è l’unico dei consiglieri di centrodestra che partecipa alle commemorazioni delle vitime del nazismo”, aveva detto Pucci)è più che eloquente», commenta perfido (e fuori aula)un consigliere del Pd.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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