La manifestazione
Marmo, soldi e un accordo per innovazione e test
Regione, Province di Massa Carrara e Lucca, Imm unite in due grandi progetti Nasce un polo per offrire servizi, assistenza e informazioni alle aziende
MASSA CARRARA
Innovazione, tecnologia e ricerca. Sono queste le parole chiave dell'accordo siglato nelle scorse settimane da Regione, Province di Massa-Carrara e di Lucca, Comuni di Massa e Carrara, l'Internazionale Marmi e Macchine Carrara e il Gal, Garfagnana Ambiente e Sviluppo, che ha come obiettivo il rilancio del settore lapideo. Da anni, infatti, si parlava di come fare del distretto apuo-versiliese del marmo un centro d'eccellenza, ma fino ad ora niente di concreto. Adesso è certo: si punta sull'innovazione e sulla tecnologia.
«Arrivare a questa intesa - spiega il presidente della Provincia, Osvaldo Angeli, durante la conferenza di presentazione dell'accordo tenutasi ieri a Palazzo Ducale - non è stato facile. Ma gli anni passati non sono stati sprecati se si è arrivati a questo accordo. Siamo riusciti a creare un sistema, una rete, che permetterà di dare un impulso tecnologico a questo settore e di puntare sulla qualità, piuttosto che sulla quantità».
Due i progetti previsti dall'accordo, finanziati quasi interamente dalla Regione Toscana. Il primo, previsto anche dalla strategia del Piano regionale di sviluppo economico della Regione, riguarda l'avvio di un "Polo regionale d'innovazione", ossia un collegamento fra i vari soggetti operanti nel settore lapideo, che avrà come scopo quello di offrire servizi e infrastrutture per l'innovazione e facilitare le imprese del marmo. I gestori di tale rete di servizi saranno il Gal (in qualità di capofila), l'Internazionale Marmi e Macchine (da ora in poi IMM), il Centro GeoTecnologie attivo presso l'Università di Siena e Lucca Innovazione e Tecnologia S.r.l. La spesa di tale progetto, finanziato dalla Regione, ammonta a 500.000 euro.
Il secondo progetto, prevede la realizzazione - fisica - di un "Centro tecnologico Interprovinciale" presso la IMM. Il centro sarà un vero e proprio laboratorio, dove verranno effettuate prove e test sui materiali, in modo da offrire certificazioni sui prodotti, e ha, come obiettivo a lungo termine, quello di diventare un centro qualificato di ricerca scientifica del settore lapideo. La realizzazione del Centro tecnologico ha visto un investimento complessivo di 400.000 euro cofinanziati da Regione Toscana, per un 80%, e IMM, i restante 20%.
«Il lapideo - spiega l'assessore provinciale allo sviluppo economico, Paolo Baldini - è un settore importante per il nostro territorio ed è necessario valorizzarlo. L'unico modo per farlo, quindi, è puntare sull'innovazione e sulla ricerca. Questo porterà anche a un aumento dell'occupazione. I giovani laureati o diplomati, infatti, è molto difficile che vadano a lavorare nell'estrazione. Piuttosto lavorerebbero nella ricerca scientifica, nel marketing, nella comunicazione. Per non dimenticare che il laboratorio darà un valore aggiunto al nostro territorio rendendolo più competitivo, e affiancando all'opera di estrazione e lavorazione un'opera di ricerca che può solo che apportare migliorie nella lavorazione stessa».
Insomma, in tempi di crisi economica, il lapideo si rinnova e punta su nuove forme di produzione caratterizzate maggiormente dalla ricerca, innovazione e tecnologia.
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