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Alteta, allarme inquinanti ma stavolta è una bufala

Alteta, allarme inquinanti ma stavolta è una bufala

Il comitato Mo Basta denuncia l’insediamento di un’azienda di rifiuti ferrosi In realtà si tratta soltanto di una ditta che chiede nuove autorizzazioni

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MASSA

«Allarme, Comune e Provincia stanno per dare l’autorizzazione a un’azienda che tratta materiali ferrosi in zona industriale, vicino all’abitato di Alteta. Tutto il paese è pronto a scendere in piazza per dire no».

Il grido di battaglia arriva dal comitato Mo Basta, formato dagli abitanti di Alteta, quartiere che con l’inquinamento da industrie ci convive da decenni. «Non possiamo tollerare – dice Giancarlo Casotti, consigliere comunale e portavoce del comitato – che un’altra azienda si insedia ai margini di Alteta. Abbiamo combattuto contro la Montedison, ci siamo battuti contro le polveri, contro l’insediamento Fermet, siamo pronti a opporci anche a questa nuova minaccia che porterà, forse, nuovi posti di lavoro, ma anche inquinamento acustico, polveri, disagi. La politica sapeva e non ci ha informato. È l’ennesima conferma dello scollamento tra cittadini e istituzioni».

Ma quale azienda sta per installarsi in zona industriale? E dove? Casotti ci fornisce alcune indicazioni: probabilmente nell’area della Scavicom (in via Dorsale) e si parla, aggiunge di una ditta collegata al gruppo Ecoacciai di Emanuele Ricciardi.

Il problema è che Ricciardi smentisce tutto: «Nessun insediamento a Massa, l’area ex Scavicom non è nostra, non abbiamo intenzione di aprire attività in quel luogo e tantomeno abbiamo chiesto autorizzazioni di qualsiasi tipo. In Comune, poi, cadono dalle nuvole: nessuna richiesta ricevuta di questo genere, nessuna procedura autorizzativa in corso.

E allora? Allora si scopre che l’unico “movimento” riconducibile all’allarme lanciato da Mo Basta è una richiesta avanzata alla Provincia dalla società Corofer Snc di Sandrino Romei per ottenere le autorizzazioni a un aumento dei quantitativi di stoccaggio di materiali nel suo sito. Ora, Corofer tratta, come Ecoacciai, rifiuti ferrosi, ma è in via Bordigona, che è pur sempre vicina ad Alteta, ma non è via Dorsala. E, soprattutto, spiegano in azienda, la società non intende allargare la sua attività o aprire nuove produzioni.

«Siamo qui da 20 anni, in via Bordigona, semplicemente abbiamo avviato le richieste per adeguarci alle nuove normative ed evitare di continuare a pagare alla Provincia una fidejussione per noi troppo onerosa», spiegano a Corofer.

Tanto rumore per nulla, insomma? Pare di sì. Anche se le antenne del comitato Mo Basta restano dritte a testimoniare quanto nella popolazione di Alteta sia sentita la questione ambientale.

Claudio Figaia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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