Finanza
Telefonini, rischio prescrizione
Ieri l’udienza è saltata per un impegno di un giudice del collegio. È l’ennesimo stop e il tempo stringe
MASSA
È un processo sfortunato quello che vede alla sbarra quattro ex assessori del Comune di Massa della giunta Neri (Marco Andreani, Sabino Antonioli, Maurizio Morelli e Dina Dell'Ertole). Ieri mattina era prevista udienza, ma è saltata perché il presidente del collegio Maria Cristina Failla era assente perché come presidente del tribunale era a Roma. E così la seduta è saltata. Capita, ma a questo processo capita con maggiore frequenza degli altri e così si avvicinano i tempi di prescrizione per i quattro imputati. Che, va detto, non stanno facendo nulla per ostacolare il regolare svolgimento del processo. Anzi, anche loro sono vittime dei rinvii.
Slitta a novembre. Se ne riparlerà a novembre, adesso. Praticamente un anno dopo l’ultima udienza. Perché era ottobre del 2011 quando si è tenuta l’ultima udienza: ridotta a un solo testimone. Un’altro rinvio invece era arrivato qualche tempo dopo perché mancavano i giudici per comporre il collegio di un altro procedimento e questo aveva fatto slittare tutto.
La vicenda. A sostere l'accusa è il sostituto procuratore Rossella Soffio. Fin dall'inizio dell'inchiesta - che riguarda solo 6 mesi di mandato - i quattroex assessori hanno sempre negato di avere usato per fini privati i telefonini del Comune. La guardia di finanza invece pensa il contrario: secondo le fiamme gialle gli assessori usavano i cellulari di lavoro anche per scaricare suonerie. Particolare questo, secondo gli investigatori, che l'uso poco rigoroso dei cellulari non sarebbe avvenuto per disattenzione. Anche perché gli ex assessori potevano richiedere l'attivazione della speciale procedura che avrebbe consentito loro di usufruire ugualmente delle tariffe agevolate riservate all'amministrazione. Solo che i costi sarebbero stati addebitati sulla bolletta personale.
Le indagini. Le indagini erano partite dalla pubblicazione di articoli in cui si riferiva di una vivace discussione in consiglio comunale su elevate spese telefoniche. Da qui la richiesta delle bollette e dei tabulati degli ultimi sei mesi di mandato. Gli inquirenti si sono concentrati sulle fatture che superavano i 15 mila euro. L'accusa non contesta però l'intera cifra, ma importi più contenuti. L'ipotesi di peculato riguarda, solo le chiamate di cui - secondo gli inquirenti - non è provato il carattere istituzionale.
Processo partito male. Il processo ai quattro ex assessori era cominciato male. Nella prima udienza c’era stato subito un primo rinvio perché era stato appena spostato un giudice dal penale al civile, dopo il prepensionamento di ben cinque toghe nel giro di un mese.
Tanti testimoni. La prescrizione è più vicina anche per il gran numero di testimoni che accusa e difese hanno chiamato a deporre. Di questo passo, se non ci saranno dei tagli, occorrerà più di un anno per sentire tutti (sono un centinaio). E siccome il periodo contestato è la fine del 2007 ecco che i conti sono presto fatti. Il processo, insomma, è nato con questa spada di Damocle della prescrizione che con il passare dei mesi sta diventando sempre più una realtà.
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