Sicurezza
Spesi 7,5 milioni, ma i geotubi sono ko
Con 8 determine la Provincia ha in parte liquidato le ditte. Angeli: ancora da pagare le fatture per i setti che non vanno
MASSA
La Regione ha parlato chiaro: la partita geotubi è ancora aperta, le criticità ci sono e vanno superate. Le cose non funzionano dunque, nonostante i lavori ci siano già costati 7,5 milioni (in parte destinati anche alla realizzazione delle scogliere). Senza contare i pagamenti effettuati all’università di Firenze, alla società che ha fatto le prime analisi. E senza considerare gli incentivi, previsti dalla legge, per tutti coloro che, a vario titolo, hanno contribuito a definire il progetto. Tecnici di Provincia, Comune (una sola persona) e Regione. 7,5 milioni quelli liquidati alle ditte. Basta affidarsi agli atti di Palazzo ducale per averne conferma: 8 determine di liquidazione, appunto, per pagare le fatture. Ma andiamo per ordine.
È dicembre quando i balneari alzano la voce e, nel corso di un’assemblea pubblica, alla presenza del sindaco, denunciano la mala esecuzione degli interventi. È Fabrizio Magnani, vicepresidente provinciale con delega ai lavori al mare, a rassicurarli: i geotubi hanno qualche criticità? Noi non li abbiamo ancora pagati. Oggi (non siamo riusciti a rintracciare l’assessore) è il presidente Angeli a chiarire il concetto: «Gli atti ci sono, ma i pagamenti riguardano la posa dei primi geotubi e non quelli per cui sono richiesti ulteriori interventi. Ecco - chiarisce - cosa intendeva dire Fabrizio Magnani. Non dimentichiamo, inoltre, che nella cifra, che a me risulta più contenuta di 7,5 milioni - precisa - sono inclusi anche due ripascimenti di urgenza uno dei quali eseguito dopo il rischio crollo di alcuni stabilimenti».
Insomma, le fatture sono state liquidate, ma - e questo è il nucleo della riflessione di Angeli - non quelle per i geotubi con qualche imperfezione. Per quelli «le fatture sono state emesse, ma non ancora pagate». Sette milioni e mezzo, dunque, su un’importo complessivo di 12,781, iva inclusa. La cifra è contenuta nero su bianco nella determina 7089 del 2009. La Regione - è lei a sborsare i soldi - ci garantisce, in realtà, un finanziamento di 15 milioni per i lavori nel tratto compreso tra il Versilia e il Frigido, ma la gara viene assegnata con un importo più basso. In cui è compreso anche il megaripascimento: metri cubi e metri cubi di sabbia che, a lavori ultimati, arriveranno sul nostro litorale. Ad aggiudicarsi la gara sono tre ditte, costituitesi in associazione temporanea di impresa (Prama srl, Doronzo srl, Lungarini spa).
Ma torniamo alla liquidazione. Nell’agosto del 2009 la prima con la determina 259: oltre 414mila euro alle ditte (vedi tabella al lato). Poi 833mila, 1,158 milioni nell’aprile del 2010. A luglio dello stesso anno, con la determina 2859, la liquidazione più corposa: poco più di 3 milioni di euro. Seguono, fino al settembre scorso, determine di liquidazione per importi più bassi, fino a quota 7,403 milioni. Ci sono poi gli «incentivi direzione lavori»: la legge, infatti, prevede che, quando il progetto è steso da dipendenti dell’ente pubblico, una percentuale pari a poco più dell’1% dell’importo di bando sia destinata a loro. A giugno 2010, 65mila euro lordi (da distribuire), 30mila ad agosto. Tutto sommato - basta un semplice calcolo - rimangonocirca 5,3 milioni . Per la sabbia (visto che il megaripascimento non è ancora partito) e per cancellare, una volta per tutte, le criticità dei geotubi.
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