Sicurezza
Si schianta in moto mentre va al lavoro
Rocco Valentini, 24 anni, è finito contro un’auto in sosta , in via Passo Volpe Il cordoglio di Fontia: un ragazzo esemplare che amava il pallone e la vita
CARRARA. Stava andando al lavoro, al Nuovo Pignone, dove dal novembre scorso (dopo tante tribolazioni) era stato assunto ai montaggi meccanici, per la ditta esterna Laz. Ma, allo stabilimento di via Dorsale a Massa Rocco Valentini, non ci è mai arrivato. La sua vita si è spezzata a 24 anni (ne avrebbe compiuto 25 il prossimo agosto) , pochi chilometri prima della fabbrica presso cui aveva trovato lavoro, in via Passo Volpe, all’altezza dell’incrocio con via Cocchi. Qui, poco dopo le sette e venti, ha perso il controllo della sua motocicletta. Si è accasciato contro una macchina in sosta, davanti ad un’abitazione a due piani, al numero civico 11. La motocicletta ha continuato la corsa per circa trenta metri, schiantandosi poi accanto al marciapiede, sul lato opposto della carreggiata. Le condizioni di Rocco Valentini, che abitava a Fontia con papà Carlo, da tutti conosciuto come Gualtiè, (la madre è scomparsa due anni fa a seguito di una grave malattia) sono apparse subito gravissime. Sul posto sono intervenute due ambulanze del 118: ma la corsa all’ospedale di Massa è stata vana. Rocco Valentini è morto al Pronto soccorso a seguito della violenta lesione alla testa (ha riportato un gravissimo trauma cranico) riportata a seguito dello schianto contro la macchina in sosta lungo via Passo Volpe. La salma dovrebbe essere trasferita stamani dall’obitorio di Massa a quello di Carrara.
La strada dove è avvenuto l’incidente mortale è rimasta bloccata al traffico per quasi un’ora: sul posto sono intervenuti i vigili urbani che si sono occupati di tutti i rilievi dell’incidente.
«Ho sentito un colpo: poi c’era quel corpo steso a terra» E’ stata una delle prime ad accorrere fuori, dall’abitazione in via Passo Volpe 11 dove lei, Elena Samson, lavora come badante. «E’ stata una scena terribile - dice - la moto camminava ancora, lui era come abbracciato al motore, steso accanto a una macchina parcheggiata qui davanti. Gli era rotolato via il casco, e aveva perso le scarpe, e pure gli occhiali. Mi sono avvicinata: era ancora vivo. Ho sentito che provava a dire qualcosa. Poi un automobilista ha chiamato l’ambulanza: sono arrivati subito, hanno fatto tutto il possibile ma si capiva che era gravissimo».
Nel ricordare quegli attimi la voce di Elena trema ancora. «Quando ho visto quel giovane steso a terra ho cominciato a urlare, più forte che potevo - continua - E’ una scena che non dimenticherò, una tragedia».
Il ricordo degli amici A Fontia, dove viveva con il padre (Rocco lascia anche una sorella, Michela, che abita a Carrara) lo ricordano tutti. «Era una ragazzo esemplare - dice il presidente di “Fontia viva”, Cristiano Corsini - Non aveva vizi, non fumava, non beveva: gli amici quando andavano in discoteca contavano sempre su di lui, alla guida, per tornare a casa. Aveva lavorato per la Skf, poi dopo tante tribolazioni, pochi mesi fa aveva trovato un nuovo posto, per una ditta esterna del Pignone. Tutti qui in paese lo conoscevano bene: ci siamo visti anche l’altro giorno al bar del paese. Non avrei mai pensato che sarebbe stata l’ultima». «Rocco amava la moto, il calcio e la vita - ricorda l’amico Davide Rocchi - Era tifoso del Milan e giocava come terzino nella Impianti elettrici Nardi (formazione che milita nella seconda categoria degli Amatori). Aveva ritrovato lavoro, e sistemato tutte le sue cose: si stava mettendo da parte i soldi, per un bel viaggio da fare a settembre con gli amici». Non riesce a continuare a parlare senza piangere. E’ distrutto come tutti gli amici e i parenti che ieri sono stati per ore in obitorio, ancora increduli per quanto era successo. «Proprio ora che era così contento - continua Davide -Dopo la morte della madre aveva vissuto un periodo terribile ma si era sempre rimboccato le maniche: sapeva fare di tutto. Poi era riuscito a ritrovare un posto buono, al Pignone. Tutto si era raddrizzato, ora il peggio sembrava davvero passato».
Il cordoglio del Pignone Dal quartier generale del Nuovo Pignone di Firenze è arrivata, ieri a tarda mattinata la telefonata di cordoglio alla ditta esterna Laz, presso cui lavorava il Valentini. E le condoglianze, da estendere alla famiglia.
Il ritratto su Facebook Nella foto del profilo, del social network, aveva messo la foto di lui in sella alla sua moto, la Yamaha bluette, una passione sfrenata che condivideva con gli amici. Lo chiamavano “Roccia” e non solo per l’aspetto fisico ma per la forza e la tenacia che aveva nella vita.
Lo aspettavano, in settimana, si legge nei messaggi rimasti nella sua bacheca, “a mangiare una bisteccone tutti insieme”.
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