Attenzione
Punto nascita, de profundis da Roma
La Camera ha votato all’unanimità la chiusura dei reparti con meno di 500 maternità all’anno. Ferri deluso dal Pdl
PONTREMOLI. Definitiva sentenza per il punto nascita del Sant’Antonio Abate: la Camera ha discusso e poi approvato la relazione sui punti nascita approvata dalla Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulla cause dei disavanzi sanitari regionali.
Perciò la risoluzione tra i cui autori compaiono anche Lucio Barani e Leoluca Orlando è stata approvata con 495 sì su 497 presenti in aula (i due astenuti sono Scilipoti e Lehrner).
Ciò significa il de profundis conclusivo per il tanto discusso punto nascita dell’ospedale pontremolese, chiuso esattamente un anno fa dalla direzione dell’Asl 1 Massa Carrara, perchè il numero dei parti annuali in esso avvenuti era molto inferiore alla quota minima necessaria per garantirne la funzionalità: poco più di 200 contro 500 richiesti.
Singolare il fatto che alla Camera il Pdl abbia votato la definitiva chiusura del punto nascita, mentre, a livello locale, lo stesso partito ha fatto le barricate per difenderlo, compreso manifestazioni di piazza e fiaccolate.
Prese di posizioni alle quali, per la verità, parteciparono anche rappresentanti di forze politiche avversarie, nonchè moltissimi cittadini, come appunto nel caso della marcia notturna avvenuta a Pontremoli, con in testa l’allora sindaco, Franco Gussoni.
Interpellato sulla questione, Jacopo Ferri, consigliere regionale del Popolo della libertà, commenta: «Non sono al corrente di questa cosa, comunque ciò mi trova in disaccordo perchè bisognava difendere i punti nascita come il nostro che presentano, rispetto a tanti altri, delle diversità di carattere territoriale. Mi riferisco alla “montanità”, tanto per fare un esempio, che è una componente essenziale del piano di mantenimento per la maternità del Sant’Antonio Abate. Devo quindi dissentire da questa votazione, compreso il mio partito, dato che la nostra battaglia per salvare il punto nascita di Pontremoli la consideravo non ancora finita, anche se difficile da vincere. Torno a ripetere, a tale proposito, che la Regione Toscana spesso usa due pesi e altrettante misure, come nel caso dei punti nascita di Piombino e Bibbiena, ancora attivi anche se, come il nostro, ben sotto la soglia minima dei parti annui per mantenerli aperti».
Lucio Barani è però di diverso avviso: «La nostra Commissione parlamentare ha ritenuto opportuno dividere in tre livelli di sicurezza i punti nascita negli ospedali italiani: quelli a livello C sono ritenuti sicuri al 100 per cento, quelli con B considerati a grande qualità e quelli con A, invece, con rischi per madri e nascituri. In quest’ultima fascia c’è appunto quello di Pontremoli, ma assieme a esso potrebbero tranquillamente essere inseriti quelli di Carrara, Massa e Sarzana, tanto per fare degli esempi, dato che i punti nascita di questi presidi ospedalieri sono già stati chiusi. Si deve garantire una buona sanità e sicurezza per tutti nei vari punti nascita attivi ed è per questo che ci stiamo impegnando per avere nelle maternità il doppio servizio ostetrico-ginecologico, al fine di poter, all’occorrenza, intervenire su più casi».
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