«Era disteso accanto alla mia auto, gli era volato il casco»
Quel ragazzo “giovane e robusto” - dice con gli occhi pieni di lacrime - si è accasciato, sbalzato dalla moto in corsa, accanto alla sua macchina, parcheggiata lungo la carreggiata. Davanti al numero...
Quel ragazzo “giovane e robusto” - dice con gli occhi pieni di lacrime - si è accasciato, sbalzato dalla moto in corsa, accanto alla sua macchina, parcheggiata lungo la carreggiata. Davanti al numero civico 11 di via Passo
Volpe.
La sua auto ora è stata posta sotto sequestro: ma solo per degli accertamenti, hanno già detto che gliela ridaranno nel giro di poche ore.
Lei, Masa Asifau di origine etiope ma da anni residente ad Avenza, proprio nella strada dove è avvenuto lo schianto mortale, quell’immagine non se la toglierà facilmente dagli occhi.
«Noi abbiamo sentito il colpo, poi abbiamo visto che c’era lui a terra- spiega la donna - Una scarpa era da una parte, una dall’altra. Anche il casco gli era stato portato via. E gli occhiali. La moto, poi ha continuato a la sua corsa, e si è fermata molto più avanti, dove la casa rosa».
Non riesce a trattenere l’emozione la signora Masa. Continua a ripetere: «Aveva 24 anni, che disgrazia».
Accanto a lei alcuni residenti della zona, le cui macchine sono ancora parcheggiate in quel tratto di strada, dove è avvenuto l’incidente.
«Questa volta è successa la tragedia - dicono - ma gli incidenti meno gravi sono all’ordine del giorno: ci portano via le fiancate, gli specchietti. La mattina non sappiamo mai in che condizioni troveremo le nostre macchine. Non si può pensare che questa sia un’autostrada, ma in effetti è quello che succede, ogni giorno e ogni notte».
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